Sanihelp.it – Le italiane non temono il passare del tempo, se hanno a disposizione gli strumenti giusti per gestirne gli effetti: è quanto pensano le italiane secondo l’ultima ricerca condotta da Astraricerche per Allergan.
Il viso è la parte del corpo cruciale per quasi la totalità delle intervistate, il suo aspetto è determinante per stare bene con se stesse (97,7%) ed essere a proprio agio con gli altri (95,9%). I fattori ritenuti più responsabili nel determinare i cambiamenti sul volto di una donna sono preoccupazioni, problemi, difficoltà della vita (22% delle intervistate), che supera anche il trascorrere del tempo (18,9%).
Il rapporto delle italiane col tempo appare sereno: la serena accettazione (34,4%), la soddisfazione di maturare bene (31%) e il desiderio di diminuirne gli effetti (33,8%) prevalgono su sentimenti più negativi come preoccupazione, ansia (23,9%) e timore di diventare meno bella (18,8%).
Del resto l’atteggiamento positivo nei confronti del trascorrere del tempo dà i suoi frutti: ben il 73,9% delle italiane infatti ritiene di dimostrare meno anni di quanti ne abbia realmente (tra queste il 30,4% tra i 7 e i 10 anni in meno delle propria età). Tra gli effetti del tempo sul viso più temuti figurano la perdita di tono (45,3%), la preoccupazione che il proprio aspetto non corrisponda a come ci si sente davvero (42%) e la presenza delle rughe (41,3%).
Quali sono quindi le azioni adottate per gestire al meglio il peso degli anni sul proprio volto? Per la maggior parte della italiane si tratta di azioni abituali, tra cui: una corretta alimentazione, l’attenzione ai raggi UV, la cura quotidiana.
Nonostante il 24,6% delle intervistate li ritenga efficaci, i filler dermici sono adottati solo dal 5,5% di esse. Il motivo sta nella scarsa conoscenza: coloro che ne parlano per esperienza diretta (3,1%) o con cognizione di causa (34,9%) sono pochissime a fronte di un 57,7% del campione che non conosce o ne ha una conoscenza scarsa.
Tuttavia l’opinione che le italiane hanno dei filler è positiva: il 45,5% ritiene che possano ripristinare la freschezza, la bellezza dei propri tratti senza alterarli conferendo un aspetto molto naturale, nonostante la propensione alla prova sia pari al 20,8%.
Messo di fronte ad alcune fotografie, non solo il campione non è stato in grado di individuare chi si fosse sottoposta a trattamenti e chi no, ma il confronto tra il prima e il dopo ha determinato un mutamento di pensiero: la percentuale di coloro che condivide l’affermazione che i filler ripristinino la freschezza e la bellezza dei tratti, senza alterarli, conferendo un aspetto molto naturale impenna dal 45,5% al 70,2%. Si abbattono anche le resistenze a provare il trattamento: la percentuale di chi non prenderebbe in considerazione un trattamento scende dal 43,8% al 32,2%.