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Contorno occhi: le occhiaie preoccupano più delle rughe

Sanihelp.it – Europei scontenti del proprio viso e in particolare di alcune parti. Se il 21% non è particolarmente contento delle guance o il 29% della fronte, ben il 43% mette l’area del contorno occhi tra quelle che meno lo soddisfano.


Spiccano gli italiani e gli spagnoli, rispettivamente con il 45% e il 47%. I picchi più rilevanti si registrano tra le donne e tra le 40enni, dove si rileva un 47% . È quanto emerge da una ricerca condotta in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Spagna da Consumer Insight con il contributo di Allergan, su oltre 2.300 soggetti tra i 30 e i 60 anni.

Ma quali sono gli elementi che creano più scontento? In primis le occhiaie, indicate dal 37% come il segno che più disturba, seguite a breve distanza dalle rughe – 34%. Le borse sotto gli occhi e il gonfiore si piazzano al terzo posto, con il 15%.

I più negativi sembrano essere i francesi, i tedeschi e gli italiani, che si riferiscono agli occhi utilizzando termini quali stanchi, cerchiati, segnati, con le zampe di gallina (30%); i più positivi sono gli intervistati dei Paesi Bassi e della Germania che descrivono l’area come amichevole (51%), legando l’insieme a un aspetto più emotivo.

I francesi sono quelli che puntano il dito maggiormente verso le occhiaie (il 54% contro la media del 37%) e verso la stanchezza (52% verso il 43% della media), mentre i tedeschi superano di molto la media nell’indicare le rughe come elemento negativo (50% contro il 32%).

37 anni è l’età media in cui le persone iniziano a preoccuparsi dei segni visibili nell’area del contorno occhi. Varie le motivazioni per decidere di intervenire: dal 21% di coloro che vogliono ottenere un aspetto più fresco al 17% che lo fa per ridurre gli effetti dell’invecchiamento – e qui gli italiani sono il 24% – al 12% di quanti vogliono sentirsi o apparire più attraenti.

La soluzione indicata più di frequente è un prodotto idratante, a seguire una crema antietà specifica per la zona, scelta dal 55% del campione, e il make – fondotinta o illuminanti e correttori. Il 23% indica trattamenti iniettabili di medicina estetica per il viso per rilassare le rughe o per idratare in profondità (filler dermici a base di acido ialuronico).


Confusione diffusa: potrebbe definirsi in questo modo il grado di conoscenza. Per capire di più, gli intervistati hanno affermato, per il 45% di rivolgersi alle estetiste, per il 32% a un dermatologo: gli italiani in questo caso si distinguono con un 44%.

Seguono a ruota le beauty consultant delle catene commerciali (29%), il web con un 24% e la figura del chirurgo plastico o medico estetico con un 19%. Piuttosto rilevante la quota di coloro che si affidano al passaparola – 14% – o a una rivista (13%).

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