Sanihelp.it – Nessuno è immune dal rischio di eritemi e scottature. Anche se i soggetti con fototipo chiaro sono i più esposti, un’esposizione solare eccessiva può danneggiare tutti i tipi di pelle.
Si tratta di vere e proprie ustioni, che si sviluppano però più lentamente rispetto a quelle causate da altre fonti di calore, e sono provocate dai raggi UVB, responsabili anche dell’invecchiamento cutaneo.
Eritemi e scottature solari si manifestano entro 24 ore dall’esposizione, con un progressivo arrossamento della pelle, che accumula calore e diventa dolorante. Responsabile è l’aumento del flusso sanguino, dovuto alla dilatazione dei vasi superficiali. Spesso compaiono piccole vesciche acquose, che causano prurito e possono rompersi. Nei casi più gravi, la scottatura è accompagnata da brividi, febbre e nausea.
Da abbattere, innanzitutto, il luogo comune secondo cui se ci si scotta, ci si abbronzerà più in fretta. La scottatura, infatti, elimina lo strato superficiale della pelle e l’abbronzatura se ne va in fretta. Inoltre ripetuti danni alla pelle accelerano il processo di elastosi, cioè invecchiamento dovuto anche all’esposizione solare non protetta.
Proteggersi è dunque la prima regola per abbronzarsi con gradualità, senza danneggiare la cute. Da non dimenticare: le ore in cui l’esposizione diretta al sole è più pericolosa sono tra le 10 e le 15, l’esposizione aumenta con l’altitudine, le radiazioni solari riflesse, per esempio dall’acqua, sono altrettanto potenti e dannose di quelle dirette, le nuvole non proteggono dalle raggi UV.
Come intervenire se il danno è ormai fatto? Nelle prime ore, quando i sintomi dell’eritema cominciano a manifestarsi, è importante intervenire tempestivamente per idratare la pelle arrossata, alleviare il prurito, lenire il dolore e aiutare i processi di guarigione.
È fondamentale:
Bere molto, per reintegrare i liquidi e i sali minerali persi, e contrastare la disidratazione connessa alle scottature.
Applicare una lozione specifica, antinfiammatoria, altamente idratante ed emolliente. Va bene anche una pomata all’ossido di zinco (quella usata per i neonati).
Impacchi freddi o un bagno fresco possono dare sollievo e aiutare la pelle a ridurre la temperatura accumulata. Ottima anche una spruzzata di acqua termale.
Non rompere le vescicole, per non rallentare il processo di guarigione. Sconsigliati anche i rimedi della nonna, come gli impacchi di farina, olio o latte.
In caso di vescicole rotte, rimuovere i frammenti di pelle e applicare una lozione specifica sulla cute esposta.
Non esporsi al sole finché la pelle non è completamente guarita. L’ideale sarebbe astenersi per almeno 15-20 giorni, in quanto la pelle che si riforma dopo un’ustione è estremamente fragile e indifesa. Se è inevitabile stare all’aperto, indossare maglietta e cappello a tesa larga.
In caso di febbre, nausea e brividi contattare un medico: è necessario intervenire il prima possibile per evitare l’insorgere di infezioni.