Sanihelp.it – Colori, disegni stravaganti, applicazioni 3D: tutti pazzi per la nail art, un’arte decorativa apprezzata e seguita divenuta negli ultimi anni sempre più creativa e stravagante. I nail artist sono ormai considerati vere e proprie star grazie a milioni di follower sui social e le fiere di settore riscuotono successo.
Tutti voglio sfoggiare sulle proprie mani le ultime novità, ma cosa sappiamo della salute delle unghie? «Gli smalti semipermanenti sono generalmente gel fluidi che necessitano della luce di una lampada UV per indurire, attraverso una reazione di polimerizzazione – spiega il professor Leonardo Celleno, dermatologo e presidente dell’Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia – Diversamente dagli smalti classici quindi, non asciugano all’aria. Alcuni tra questi solidificano anche con l’emissione di lampade LED.
I permanenti (gel e acrilico) usano tecniche che consentono di riformare la superficie dell’unghia. I primi prodotti utilizzati sono stati polimeri a base di una miscela di polvere acrilica e monomeri che asciugavano all’aria. Più recentemente sono arrivati i gel che solidificano anch’essi mediante irradiazione UV.
Mentre gli smalti tradizionali si rimuovono con solventi in grado di sciogliere lo strato adeso sull’unghia, il semipermanente deve essere rimosso con un processo più lungo e complicato: applicazione prodotto remover da lasciare in posa per circa 15 minuti e dopo l’ammorbidimento, si aiuta la totale rimozione con apposito supporto. Anche il gel permanente deve essere rimosso con una lima particolare o la fresa.
Specialmente la ricostruzione delle unghie dovrebbe essere praticata da persone qualificate del settore – afferma il professor Celleno – Sono però presenti sul mercato anche i kit con lampada UV o LED, destinati a essere utilizzati in ambito domestico. In quest’ultimo caso è fondamentale leggere l’etichetta dei prodotti prima dell’acquisto e sceglierli in base alle caratteristiche individuali, valutando anche eventuali allergie agli ingredienti contenuti.
L’applicazione ripetuta di smalti di scarsa qualità o male applicati e anche l’uso di solventi irritanti possono provocare infine problemi all’integrità dell’unghia, oltre che indebolire e predisporre alla comparsa di macchie gialle o di striature sulla lamina ungueale. Nel lungo periodo l’unghia potrebbe risultare pertanto indebolita, meno compatta, con una superficie meno liscia.
L’esposizione agli ultravioletti dura un brevissimo periodo di tempo e inoltre dovrebbe riguardare soltanto il gel posto sulla lamina ungueale che sotto l’azione dei raggi ultravioletti si fissa sull’unghia e si indurisce. Sarebbe quindi buona cura evitare che la pelle intorno all’unghia subisca l’azione diretta dei raggi UV. La rimozione con prodotti solventi non ben formulati o male utilizzati espone l’unghia all’azione aggressiva dei solventi utilizzati. Buona norma risciacquare bene dopo il loro utilizzo.
La lamina ungueale è una struttura impermeabile e l’applicazione di questi prodotti di per sé non ne determina l’assorbimento – spiega il dermatologo e prosegue – Fermo restando che in gravidanza l’attenzione deve essere massima, va considerato che un trattamento cosmetico, specialmente in questo caso, può determinare un assorbimento trascurabile. Evitare l’uso di queste pratiche per le unghie in gravidanza e allattamento sarebbe preferibile».