Sanihelp.it – La pelle può costituire un ricettacolo di germi potenzialmente pericolosi e a questi possono aggiungersi virus e batteri che circolano nell’aria o con cui veniamo in contatto toccando le diverse superfici. Un'adeguata igiene dell’epidermide mira a rimuovere la flora transitoria (dannosa), mantenendo intatta la flora residente che ha importanti funzioni protettive e di barriera.
La professoressa Gabriella Fabbrocini, direttore di Dermatologia e Venereologia presso l'Università degli Studi Federico II di Napoli, spiega come e perché la nostra epidermide potrebbe essere a rischio Coronavirus. Di seguito le 5 regole dell’esperta per prevenire il virus e allo stesso tempo non danneggiare la pelle.
1) Lavarsi spesso le mani rallenta in modo significativo la corsa dei patogeni, nonostante la via di trasmissione principale siano le vie aeree. Lo studio pubblicato sulle pagine della rivista tedesca Risk Analysis il 23 dicembre 2019 avrebbe individuato una possibilità di resistenza per 9 giorni sugli oggetti che tocchiamo. I braccioli delle sedie, le maniglie dei bagni, i banchi dei negozi e dei supermercati sono toccati ogni giorno da milioni di persone provenienti da ogni dove. Solo il 20% di chi transita negli scali degli aeroporti, per esempio, ha mani pulite, ossia lavate con acqua e sapone per almeno 15 secondi nell'ultima ora. Il rimanente 80% è potenziale diffusore di patogeni.
2) È necessario lavarsi con acqua e sapone o disinfettanti a base di alcol e asciugarsi con cura strofinando palmi, dorsi e l’interno delle dita. Secondo l’Oms la formula dei disinfettanti in gel ha meno efficacia rispetto a quelli che contengono alcol in una concentrazione tra il 60% e il 95%.
3) Pulizia sì ma senza essere maniacali. I lavaggi compulsivi possono alterare la natura strutturale della pelle distruggendone i microrganismi buoni, con il rischio di essere ancora di più esposti a infezioni, ma anche dermatiti sia irritative che allergiche. I prodotti a base di alcol hanno lo svantaggio di seccare molto la pelle.
4) Attenzione alla temperatura dell’acqua che non deve essere troppo alta per evitare di estrarre grassi dall’epidermide, danneggiando la struttura del film idrolipidico, un’altra barriera importante contro i microbi.
5) Non mangiarsi le unghie e le pellicine affinchè non si creino microferite. Maggiore attenzione per chi soffre di dermatite atopica e ha una pelle infiammata e quindi a rischio di contrarre le comuni infezioni.
Ultima regola, ma non meno importante: i lavaggi frequenti possono alterare il film idrolipidico di superficie causando secchezza, disidratazione, sensazione di pelle che tira, fino a fastidio e prurito. Al mattino e alla sera, ma anche nel coros della giornata, dopo aver lavato le mani è importante reidratarle scegliendo creme specifiche in base alla problematica: idratanti se predominano secchezza, screpolature e ruvidità, nutrienti se la pelle è povera e sprovvista di difese, antiage se è matura, lenitiva se è ipersensibile.