Sanihelp.it – Sicure sulla pelle e rispettose dell’ambiente. Le creme solari eco-biologiche sono una scelta interessante in vista dell’esposizione solare estiva. Creano una schermatura efficace, diventando una base idratante e antiossidante che agisce in modo globale sull’epidermide, e formanoi una barriera protettiva riflettendo e diffondendo i raggi UV, a differenza dei filtri chimici di sintesi, tipici delle creme tradizionali, che li assorbono rendendoli innocui. Quindi la protezione naturale è spesso più immediata di quella garantita dai filtri solari artificiali, che reagiscono dopo essere stati assorbiti dalla pelle.
Spesso, però, si può andare incontro al fenomeno del greenwashing, la tendenza a spacciare per naturali e bio prodotti che in realtà non lo sono. Per questo ci sono marchi, come Natrue, a tutela del consumatore, che attestano l’autenticità dei solari che non possono contenere oli minerali, siliconi, OGM, microplastiche, ma solamente ingredienti che si trovano in natura o derivati da fonti naturali. Il rigoroso standard previsto da questi enti certificatori prevede, per esempio, filtri minerali a base di diossido di titanio o di monossido di zinco e attesta che deve essere specificata la presenza di nanoparticelle valutate come assolutamente sicure dal Comitato Scientifico della Sicurezza del Consumatore dell’Unione Europea.
A cosa fare attenzione? Come per tutti i solari, anche quando si sceglie una protezione naturale o biologica bisogna valutare il fattore Spf che deve essere inversamente proporzionale al fototipo, ovvero la classificazione della colorazione cutanea. Più la pelle è chiara, maggiore deve essere l’indicatore Spf. Anche i doposole sono fondamentali per prendersi cura della pelle perché aiutano a riparare e rinfrescare la cute dopo aver trascorso molto tempo sotto il sole.
Un ulteriore fattore da considerare nella scelta del solare eco-bio è la consultazione dell’INCI, l’elenco degli ingredienti presente sulla confezione che informa su ogni ingrediente contenuto nella formulazione.
Fondamentale anche l’impatto ambientale dei filtri solari. Le creme non naturali rilasciano tracce di metalli e nutrienti inorganici che rischiano di influire sull'ecosistema marino. Lo standard del marchio stabilisce requisiti per la biodegradabilità dei materiali riducendo al minimo l’effetto wash-off nelle acque.