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PRP, bellezza al naturale per il viso (e non solo)

Nessun rischio di allergia

Sanihelp.it – Nessuna reazione allergica o infiammatoria, assoluta mini-invasività e risultati naturali, con possibilità di ripetere il trattamento a piacere, per conservare nel tempo gli effetti. Sono tante le ragioni per cui il PRP, plasma ricco di piastrine, piace e convince. Ancora di più dopo il via libera al suo utilizzo per il ringiovanimento del volto, arrivato dal tavolo di lavoro sugli Emocomponenti ad uso Non Trasfusionale (EuNT) del Ministero della Salute. Sì, perché il PRP si ottiene proprio da una breve lavorazione del sangue, partendo da un prelievo venoso (come quello per gli esami del sangue, per intenderci). Il plasma ricco di piastrine viene poi trasferito in piccole siringhe e quindi iniettato nel volto, ma non solo. «Da diversi anni il suo utilizzo è approvato anche per il cuoio capelluto, per combattere la calvizie e favorire l'irrobustimento dei capelli in uomini e donne che assistono al loro diradamento e assottigliamento». sottolinea Carlo Magliocca, presidente della Società Italiana di Chirurugia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica SICPRE.


Come funziona il PRP

Le piastrine concentrate nel PRP rilasciano importanti fattori di crescita che stimolano e facilitano la rigenerazione dei tessuti. Nel caso del viso, questi diventano più tonici ed elastici, con un notevole miglioramento della texture cutanea. Per conservare stabile l'effetto nel tempo, mantendo costante il processo di rigenerazione e rinnovamento si consiglia un trattamento ogni 45-50 giorni.  Diverse invece le indicazioni per chi ricorre al PRP nella lotta contro l'alopecia. In questo caso, il protocollo prevede un trattamento al mese, per cinque mesi consecutivi, ad esempio da settembre a gennaio. In seguito, per consolidare i risultati la cura andrà ripetuta ogni anno, per tre mesi consecutivi, quindi da settembre a novembre. «Di solito – dice ancora Magliocca – al termine del primo ciclo si ottiene una ricrescita dei capelli stimata tra il 10 e il 30%, capelli che vengono poi conservati con i trattamenti eseguiti negli anni seguenti».

Dove sottoporsi al trattamento con PRP

Il trattamento con il PRP non può avvenire in un ambulatorio o in uno studio medico qualsiasi. Per poterlo eseguire, infatti, occorre che la struttura  abbia ricevuto l'autorizzazione dal Centro trasfusionale di riferimento, che ne ha verificato l'idoneità e testato i device. «Questa disciplina è una diretta conseguenza del fatto che il PRP è un derivato del sangue – fa notare ancora Magliocca – su cui la sorveglianza è giustamente elevata». Come avere la certezza di essere in buone mani? Chiedendo se il centro, lo studio o l'ambulatorio presso il quale ci si è recati è in possesso delle autorizzazioni necessarie.

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