Advertisement
HomeAnimaliUn sintomo molto frequente nell'animale: il prurito

Un sintomo molto frequente nell’animale: il prurito

Salute e animali

Sanihelp.it – Il prurito è molto diffuso fra gli animali: chi non ha mai visto il proprio cane o gatto grattarsi, anche furiosamente? Inoltre si lecca, si mordicchia, si strofina il pelo causando anche delle lesioni.


Bisogna capire quale problema ha causato questo sintomo, sottoponendo l’animale a visita dermatologica. Potrebbe trattarsi per esempio di una infestazione da parassiti, di infezioni micotiche (fungine), per esempio da Malassezia, o batteriche, di allergie a cibi o allergie ambientali e da contatto (fiori, pollini, metalli, tessuti, ecc.), o di patologie diverse, dalla dermatite atopica a forme ormonali, come ipotiroidismo, o tumorali.

Nei cuccioli il prurito è spesso causato dalla presenza di pulci, di altri parassiti o di funghi della pelle; negli animali giovani sono piuttosto frequenti le dermatiti e le allergie alimentari, mentre negli adulti le allergie al morso della pulce o malattie immunomediate. Nei soggetti anziani, il prurito è spesso il sintomo dell’insorgenza di una forma tumorale. Anche la localizzazione è importante: a seconda dell’area interessata si può pensare a delle cause specifiche.

In presenza di dermatite, al prurito si accompagnano aree senza pelo o con peli troncati alla radice, forfora, arrossamento, papule, pustole, piaghe, ulcere.

Togliendo la causa, spesso si risolve il problema così che l’animale smette di grattarsi.

La terapia del prurito deve essere adattata al singolo caso.

Se si tratta di infestazioni da parassiti, il veterinario prescriverà dei prodotti antiparassitari specifici, locali o sistemici, mentre in caso di dermatiti batteriche o micotiche, verranno utilizzati antibiotici e/o antimicotici specifici in base al patogeno isolato, oltre che shampoo adatti. In caso di allergie alimentari verranno fatte delle prove di esclusione di alcuni alimenti, fino a trovare il colpevole che sarà eliminato del tutto e per sempre dalla dieta dell’animale. 


I farmaci che vengono usati sono in genere cortisonici, antistaminici (che però non funzionano nell’animale bene quanto nell’uomo), immunomodulatori come oclacitinib, fino ai più recenti anticorpi monoclonali. Può essere presa in considerazione anche l’immunoterapia, che consiste nella iniezione di vaccini allergene-specifici.

Ai farmaci possono essere associati degli integratori a base di acidi grassi omega 3 e omega 6 che aiutano il ripristino della barriera cutanea.

Video Salute

Ultime news

Gallery

Lo sapevate che...