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Un problema frequente: l’ulcera corneale

Salute e animali

Sanihelp.it – L’ulcera corneale è una patologia di frequente riscontro sia nel cane sia nel gatto. Può essere più o meno profonda e estesa a seconda della causa che l’ha provocata e può quindi interessare solo l’epitelio (ulcera corneale superficiale) o anche lo stroma (ulcera corneale profonda). La cornea è la parte esterna dell’occhio e non deve essere macchiata perché l’occhio possa vedere bene, altrimenti è come se si indossassero occhiali sporchi o graffiati.
L’ulcera corneale può essere dovuta a una infezione batterica, virale o micotica, a patologie delle palpebre (entropion, ectropion) e delle ciglia, a cheratocongiuntivite secca, a corpi estranei o a traumi, questi ultimi tra le cause più frequenti. In estate, in particolare, bisogna fare attenzione alle ulcere da forasacco, una spiga di graminacee. 


L’animale presenta blefarospasmo, dolore (soprattutto nelle ulcere superficiali), cheratite e edema corneale, fotofobia (intolleranza e sensibilità alla luce), secrezione mucosa o muco-purulenta, congiuntivite.

Quando ci si rende conto che il nostro cane o gatto ha un problema agli occhi, è bene rivolgersi subito al veterinario per cercare di individuarne la causa.
La terapia prevede la somministrazione di antibiotici in collirio o pomata oftalmica, per evitare infezioni batteriche. Tra i più usati ricordiamo tobramicina, gentamicina, acido fusidico, neomicina, ciprofloxacina o norfloxacina, spesso associati a colliri a base di antinfiammatori non steroidei (FANS, come piroxicam), avendo cura di evitare l’uso del diclofenac nel gatto. Se c’è il sospetto di una infezione virale, come può accadere nel gatto in caso di infezione da FeHV o FIV, si utilizzano colliri antivirali, a base per esempio di aciclovir. Nel gatto è consigliabile associare degli integratori a base di lisina.
Per favorire la riepitelizzazione trovano indicazione i colliri a base di acetilcisteina e, in presenza di miosi riflessa, di tropicamideDa evitare invece i colliri a base di corticosteroidi, che potrebbero aggravare la situazione.

Un trattamento complementare è costituito dal PRP (plasma ricco in piastrine), preparato efficace per accelerare la guarigione dei tessuti, che si ottiene da un prelievo di sangue, meglio se autologo, anche se non sempre è possibile. 

In medicina veterinaria il PRP viene maggiormente usato nelle patologie ortopediche come le tendinopatie e l’artrosi, ma anche nei problemi oculari come le ulcere corneali e in dermatologia nei casi di ustioni e lesioni traumatiche della cute. Può essere preparato sotto forma di gel o di collirio. 

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