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L’ipertiroidismo nel gatto

Salute e animali

Sanihelp.it – L’ipertiroidismo, detto anche tireotossicosi, è caratterizzato da un aumento della produzione di ormoni T3 e T4 da parte della ghiandola tiroidea, posta nel collo del gatto. Si osserva l’ingrossamento di tale ghiandola, dovuto per la maggior parte dei casi a un tumore benigno e solo raramente a un tumore maligno.


Un’alta percentuale di gatti oltre i 10 anni sviluppa l’ipertiroidismo, ma ancora non si sa esattamente a cosa sia dovuto. Si pensa che le cause siano diverse, per esempio fattori genetici, ambientali e nutrizionali potrebbero avere un ruolo.

I sintomi sono piuttosto aspecifici e quindi non ci si rende conto subito della presenza della patologia, ma con il passare del tempo le manifestazioni diventano sempre più evidenti e gravi. Il segno clinico principale è la perdita di peso, nonostante si osservi un aumento dell’appetito. Questi sintomi sono dovuti all’accelerato metabolismo causato dalla malattia. Si possono inoltre manifestare vomito e diarrea, iperattività, dispnea (difficoltà respiratorie), alterazioni del pelo, che appare arruffato e spettinato, a volte con zone alopeciche.

L’animale si presenta al veterinario spesso in cattive condizioni, denutrito e con il mantello trasandato. La tiroide è ingrossata e, all’auscultazione, la frequenza cardiaca è aumentata. Per una diagnosi definitiva, verranno eseguiti degli esami del sangue, per verificare l’aumento degli ormoni tiroidei, e un esame ecocardiografico per valutare la condizione del cuore.

Per quanto riguarda il trattamento, ci sono tre opzioni a disposizione: la terapia farmacologica, radioterapica o l’intervento chirurgico.

I farmaci antitiroidei sono in grado di riequilibrare i livelli di ormoni tiroidei nel sangue tenendo così sotto controllo la malattia. Di solito vengono utilizzati tiamazolo e carbimazolo.

La terapia con iodio radioattivo, che viene iniettato per via endovenosa, consente di distruggere il tessuto tiroideo anomalo senza però danneggiare i tessuti circostanti. Ha un’ottima percentuale di riuscita e entro poco tempo vengono ristabiliti i normali livelli di ormoni.


L’intervento chirurgico, infine, consiste nella rimozione della tiroide (tiroidectomia) ed è spesso risolutivo.

Con il trattamento che il veterinario giudicherà migliore per il singolo caso, l’aspettativa di vita, considerando che si tratta di gatti anziani, è buona.

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