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Patologie del gatto: il granuloma eosinofilico

Salute e animali

Sanihelp.it – Il granuloma eosinofilico felino in realtà non è una sola malattia, ma ne comprende diverse, tanto che il nome corretto è complesso del granuloma eosinofilico (CGE).
La placca eosinofilica, il granuloma eosinofilico, il granuloma lineare e l’ulcera indolente rappresentano il gruppo di lesioni che viene classicamente definito col termine complesso del granuloma eosinofilico.
La placca eosinofilica è una lesione arrossata e pruriginosa, ben circoscritta, leggermente in rilievo, di forma rotonda o ovale, essudativa e spesso ulcerata, localizzata più spesso sull’addome o sulle cosce.
Il granuloma eosinofilico si presenta come una papula o placca ben circoscritta, rilevata, dura al tatto, di colore giallo-rosa. Questa lesione di solito è asintomatica, ma può anche ulcerarsi e infettarsi e in tal caso può diventare molto pruriginosa. Si può localizzare a livello delle cosce o in altre sedi quali il mento, la commessura delle labbra, i padiglioni auricolari, i margini dei cuscinetti plantari, gli spazi interdigitali, i letti ungueali e in corrispondenza della mucosa orale e oculare. 
Il granuloma lineare è una lesione bianco-gialla alopecica (senza peli) situata lungo il margine posteriore della coscia del gatto, non sempre pruriginosa.
L’ulcera indolente, infine, è una lesione ben circoscritta, ulcerata, in rilievo, localizzata sul labbro superiore. È chiamata indolente perché di solito non è dolorosa. 


Alcuni autori hanno definito il granuloma eosinofilico come una malattia del gatto che colpisce la cute, le giunzioni muco-cutanee o le mucose, caratterizzata da alterazioni sia cliniche che istologiche peculiari, in cui gli eosinofili giocano un ruolo fondamentale.

Gli eosinofili sono globuli bianchi convolti nelle reazioni allergiche e nelle infestazioni da parassiti.

Il CGE nel gatto ha una base sia genetica che allergica (ma non si conosce l’allergene) e dà molto prurito, il che induce il gatto a grattarsi intensamente, con ulteriori danni provocati dalle lesioni che si provoca con le unghie.

Cosa fare se si individua una lesione sospetta? Innanzitutto bisogna sentire un parere dermatologico per avere una diagnosi e valutare se ci sia una sovrinfezione batterica o fungina.

La terapia si basa sulla somministrazione di cortisonici, come il prednisolone o il triamcinolone o, se la terapia per via orale è per qualche motivo impossibile, si può impiegare il metilprednisolone per via sottocutanea o intramuscolare. Ovviamente antibiotici e antifungini serviranno nel caso fossero presenti sovrinfezioni. Se le terapie classiche non funzionassero, si può ricorrere a immunomodulatori come per esempio la ciclosporina. 

Buoni risultati sembrano dare anche integratori a base di acidi grassi.


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