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La comunicazione chimica nel cane

Comunicazione

Sanihelp.it – Comunicare chimicamente è uno dei più antichi mezzi di comunicazione tra gli esseri viventi. Attraverso queste sostanze, gli individui riescono a captare e a ricevere messaggi molto precisi utilizzando l’aria, l’acqua o la terra per diffondere sostanze  di varia natura chimica.


Questo è vantaggioso perché si può comunicare anche a lunghe distanze senza essere limitati da barriere di vario tipo.

Queste sostanze vengono chiamate ferormoni, termine che deriva dal greco phèrein, che significa portare o indurre, e horman,  che significa impulso, stimolo o eccitamento.

Sono, infatti, sostanze che hanno la capacità di stimolare recettori specifici e quindi riescono a dare informazioni molto dettagliate, capaci di provocare modificazioni fisiologiche e comportamentali.

Queste sostanze sono percepite dagli animali grazie alla presenza l’organo vomeronasale o organi di Jacobson situato al di sopra del palato ed è formato da due canali all’interno delle cavità nasali. Contiene dei sensori specifici che percepiscono i feromoni e questo permette al cane di percepire il passaggio di altri cani.

I ferormoni si trovano nelle secrezioni vaginali, nelle ghiandole perianali e forse anche in quelle sudoripare dei cuscinetti plantari.

Da studi effettuati si scoprì che esistono due tipi di ferormoni: i releasers o incitatori,  capaci di modificare immediatamente il comportamento, come ad esempio i feromoni sessuali e i primers o modificatori che provocano modificazioni importanti nella fisiologia di chi li riceve (un esempio sono i ferormoni mandibolari dell’ape regina che inibiscono lo sviluppo delle ovaie nelle api operaie).
 Questi ferormoni sono rilasciati da diverse ghiandole situate in diverse parti del corpo dell’animale. Si tratta di ghiandole di tipo sebaceo che si trovano sull’epidermide vicino alle orecchie dell’animale, ma anche ghiandole come le gonadi che intervengono nella comunicazione sessuale e gerarchica.


Come agiscano queste sostanze non è ancora del tutto chiaro, ma si sa di per certo che inducono delle modificazione nel comportamento come l’appagamento, il rilassamento o l’allarme, oppure comportamenti  sessuali, come le marcature urinarie o l’aumento dell’esplorazione, che vanno ad influire sulle secrezioni ormonali sessuali.
 

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