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Allarme maltrattamento di cani e gatti ad opera dei bambini

Maltrattamenti

Sanihelp.it – Gattini sepolti vivi, cani di piccola taglia impiccati o bruciati vivi, altri affogati per gioco, sono solo alcuni esempi di maltrattamenti compiuti, e spesso filmati, da bambini su animali indifesi (cuccioli, gattini o animali di piccola taglia).


L’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) dichiara che sono tantissime le segnalazioni di maltrattamenti di questo tipo e affermano che sono almeno 400 i casi di animali che vengono uccisi da bambini di età compresa tra gli 8 e i 14 anni.

Ma per quale motivo succede tutto ciò? Spesso i bambini compiono questi gesti soprattutto per gioco, senza immaginare e capire la gravità del loro comportamento. Il perché andrebbe ricercato all’interno del nucleo familiare: i genitori dovrebbero educare i propri figli ad un corretto rapporto con gli animali, aiutandoli a capire che anche loro sono essere viventi e come tali meritano il dovuto rispetto.

Questa violenza gratuita sugli animali può essere:
• una semplice competizione fra bambini;
• una reazione di odio nei confronti di adulti violenti: il bambino sfoga la sua frustrazione e il suo odio su esseri viventi più deboli e più vulnerabili di lui sui quali può esercitare il suo dominio.

Alcuni studi condotti da due ricercatori italiani, Camilla Pagani e Francesco Robustelli, presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr, coordinati da Frank R. Ascione docente dell’Università di Denver, dimostrano come i maltrattamenti sugli animali da parte di bambini in tenera età, possano portare, crescendo, ad episodi di bullismo verso i propri coetanei.

«La quasi totalità dei casi – spiega l'Aidaa – vede coinvolti cani o gatti e le segnalazioni arrivano dal centro-sud Italia in particolare da Sicilia, Calabria, Puglia e anche da Marche e Lazio, ma non mancano anche segnalazioni di cani seviziati nelle regioni del cento-nord. I casi di cui stiamo parlando riguardano atti di crudeltà efferata che nella stragrande maggioranza dei casi portano alla morte tra atroci sofferenze dell'animale e riguardano cani e gatti, mentre per quanto riguarda la statistica degli autori dei reati, sono commessi da bimbi e ragazzi in età compresa tra gli 8 ed i 14 anni e quindi non punibili».

Come possono i genitori correggere o prevenire questi tipi di comportamenti?
• Evitando punizioni troppo dure e violente;
• Insegnando ai bambini fin da piccoli l’interazione e il rispetto dell’animale;
Rimproverando in modo fermo e deciso qualsiasi atteggiamento violento nei confronti di un animale (tagliare la coda alle lucertole, staccare le ali alle farfalle);
Coabitazione con un animale domestico che stimoli nel bambino forme di affettività e socialità verso un altro essere vivente che ha bisogno di essere curato ed amato.


È importante sempre e comunque che la famiglia sia un punto di riferimento attraverso il quale il bambino impari il rispetto verso le persone e tutti gli animali perché entrambi sono esseri viventi che hanno il diritto di vivere serenamente.

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