Sanihelp.it – Qualche giorno fa l’Europarlamento ha sottoscritto la versione finale della direttiva 86/609 che dovrà essere applicata nei 27 Stati membri dell’UE entro due anni.
Il testo, proposto nella sua prima versione nel novembre 2008, era decisamente innovativo e conteneva numerosi punti a favore della tutela e del benessere degli animali in laboratorio.
Quello approvato l’ 8 settembre è invece la risultante di molteplici revisioni, tutte peggiorative rispetto all’originale.
L’utilizzo di animali negli esperimenti scientifici resta infatti ancora consentito per la ricerca di base, per la cura di malattie di esseri umani e piante, per verificare l’effetto dei medicinali, per l’insegnamento superiore e per le indagini medico-legali.
E’ prevista inoltre la possibilità di ricorrere, anche se in deroga, a gatti e cani randagi, utilizzare specie in via d’estinzione e/o catturate in natura (compresi alcuni Primati), ricorrere alla soppressione per inalazione di anidride carbonica ed effettuare esperimenti senza anestesia.
Molti i personaggi della scena politica, i rappresentanti della comunità scientifica e culturale e le associazioni animaliste che hanno protestato.
I Verdi e l’Idv (Italia dei valori) hanno provato a fare rinviare la votazione, ma senza successo.
Rita Borsellino del Pd (Partito democratico) ha dichiarato: «Tutto questo non ha nulla a che vedere con il progresso scientifico perché la scienza ha oggi strumenti per portare avanti la ricerca senza macchiarsi di inutili violenze e sadici stermini.»
Dello stesso pensiero anche Michela Kuan, biologa responsabile nazionale LAV, settore Vivisezione, che ha detto: «Nel complesso il testo approvato risulta deludente, soprattutto in considerazione dei processi scientifici, dell’affermarsi dei metodi alternativi all’uso di animali e dell’opinione pubblica espressasi in modo chiaramente contrario alla sperimentazione animale.»
La Coscienza degli Animali (www.lacoscienzadeglianimali.it), associazione che vede tra i suoi fondatori il Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e il dott. Umberto Veronesi, ha indirizzato una lettera a tutti i Parlamentari europei, nella quale ha evidenziato la crudeltà delle pratiche permesse dalla nuova direttiva, ne ha richiesto la sospensione e ha sottolineato la necessità dell’istituzione di un Comitato Etico, atto a valutare ogni proposta di ricerca che coinvolga animali in laboratorio.
La HSI Europe (Humane Society International) insieme con Four Paws (associazione zoofila fondata 20 anni fa in Austria) ha organizzato una manifestazione virtuale intitolata «Rendiamo la sperimentazione animale Storia Passata» alla quale è possibile unirsi compilando il modulo disponibile al link https://www.makeanimaltestinghistory.org/the-march.php?lang=it
La AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) ha in programma per lunedì 4 ottobre, giorno dedicato a San Francesco di Assisi patrono degli animali, uno sciopero della fame collettivo.
L’associazione promuove inoltre un’iniziativa rivolta a tutti i comuni italiani per la realizzazione di una rete di comuni no-vivisezione.
A tutti i sindaci, i presidenti dei consigli comunali e a tutti i consiglieri che ne faranno richiesta verrà spedita una bozza di mozione da votare con la quale si chiede che ogni singolo comune condanni la vivisezione animale e che gli stessi consigli comunali si impegnino a non ospitare laboratori di sperimentazione sugli animali o laboratori dove si pratichi la vivisezione.
I comuni «no vivisezione» dovranno inoltre esporre all’ingresso del territorio comunale dei cartelli con la scritta COMUNE NO VIVISEZIONE.