Sanihelp.it – La cute e il pelo del cane e del gatto sono il bersaglio di molte malattie dermatologiche, spesso di natura allergica. La pelle si arrossa, si osservano perdita di pelo e formazione di crosticine o addirittura ulcerette. Identificare le cause scatenanti sarebbe indispensabile per il successo della terapia, anche se non è sempre una cosa semplice.
Può trattarsi di un’infestazione da parassiti, come le pulci, della reazione a un alimento o a un farmaco, oppure ad allergeni ambientali, fatto sta che l’animale avverte un fastidioso prurito, che può essere circoscritto a certe zone del corpo oppure generalizzato.
Se la causa è l’ipersensibilità alla puntura delle pulci, una buona copertura antiparassitaria potrà essere sufficiente per risolvere il problema, ricordando che le pulci sono presenti tutto l’anno, anche se nei mesi caldi sono più numerose.
Se viene identificato un alimento al quale l’animale è sensibile, ovviamente questo dovrà essere escluso dalla dieta.
Più difficile da risolvere il caso in cui l’animale sia allergico a fattori ambientali, come la polvere, le muffe, qualche pianta.
Si parla allora di dermatite atopica, che richiede delle analisi del sangue per cercare di stabilire cosa la possa avere scatenata. Questi test possono essere utili anche per formulare una immunoterapia, chiamata anche impropriamente vaccino per l’allergia, terapia lunga e impegnativa, che non sempre dà i risultati sperati.
Tra i rimedi utilizzati per calmare i sintomi, il cortisone, sia nel cane che nel gatto, e oclacitinib, solo nel cane, sono tra i più frequenti.
Si trovano inoltre in commercio prodotti, per uso orale e/o topico, a base di aliamidi, sostanze in grado di potenziare i meccanismi di protezione della cute, che possono contribuire a tenere sotto controllo il prurito e l’infiammazione cutanea.