Sanihelp.it – 20 gennaio 2010: ennesimo episodio di violenza da parte di un cane nei confronti di un bambino.
L'incidente si verificò a Paderno Dugnano, nel Milanese, e la vittima era una bimba di soli 5 anni che riportò lo scuoiamento parziale del capo, varie ferite al viso e una lesione al naso.
A causare il grave incidente un cane di razza pitbull, luogo dell’episodio il cortile di un’abitazione privata.
L’accesa discussione intorno all’esistenza di razze canine predisposte ad un comportamento violento è ancora oggi un argomento di grande attualità.
Il Codacons a suo tempo tentò di opporsi alla decisione di eliminare la black-list delle 17 razze ritenute pericolose poiché «non è possibile equiparare un pitbull a un cocker», ma non ottenne alcun risultato.
Il 3 marzo 2009 con l’emanazione di un’ordinanza a cura del sottosegretario alla salute Francesca Martini sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani la lista nera fu definitivamente eliminata.
Non è infatti possibile stabilire il rischio di una maggiore aggressività di un cane sulla base dell’appartenenza ad una razza: la responsabilità appartiene al proprietario o al detentore dell’animale.
Di seguito vi riassumiamo le novità introdotte dall’ordinanza; tutto ciò che dovete assolutamente sapere se possedete un cane:
– ogni padrone è responsabile, sia civilmente che penalmente, dei danni provocati dal proprio animale;
– è obbligatorio utilizzare il guinzaglio lungo non più di un metro e mezzo sia nelle aree urbane che nei luoghi aperti al pubblico; unica eccezione le aree per cani individuate dai Comuni;
– è necessario avere sempre con sé la museruola da utilizzare in caso di pericolo o su richiesta delle Autorità competenti;
– in ambito urbano è obbligatorio raccogliere le feci del proprio animale e avere con sé gli strumenti adatti per farlo;
– i Comuni e le ASL organizzano corsi gratuiti per cani e padroni, con rilascio di un patentino, per educare e creare un corretto rapporto con il proprio animale; i corsi sono aperti a tutti, ma diventano obbligatori per quei cani ritenuti impegnativi dietro valutazione comportamentale negativa da parte dei veterinari (e non per appartenenza ad una determinata razza).
– i cani considerati impegnativi vengono inseriti in un registro nazionale, devono portare sempre la museruola ed essere sottoposti, nel caso in cui il veterinario lo ritenga necessario, a particolari terapie;
– i padroni dei cani impegnativi devono pagare un’assicurazione di responsabilità civile e farsi carico di tutte le spese per i percorsi formativi;
– è vietato possedere cani considerati a rischio aggressività a minorenni, delinquenti e inabili per infermità mentale;
– sono vietati l’addestramento che tende a esaltare l’aggressività del cane, il doping, le operazioni di selezione ed incrocio per ottenere razze pericolose, gli interventi veterinari che non hanno scopi terapeutici quali il taglio di coda, orecchie e corde vocali, l’utilizzo del collare elettrico e di qualsiasi strumento di vessazione.
Il Codacons rimane ancora oggi sulle sue posizioni e boccia il patentino poiché esso è obbligatorio solo dopo che il cane ha già dimostrato di essere un soggetto aggressivo e violento, morsicando o addirittura riducendo in fin di vita qualcuno.
L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani ribadisce invece la correttezza dei principi che ispirano l’ordinanza ministeriale, sottolineando l’importanza di accelerare l’educazione dei proprietari.
Il decreto che contiene le linee guida per l'organizzazione dei percorsi formativi è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 gennaio 2010.
La polemica è ancora decisamente aperta. E voi che cosa ne pensate?