Sanihelp.it – Il nanismo ipofisario è dovuto a un’insufficiente secrezione di ormone della crescita (GH) da parte dell’ipofisi del cane, ghiandola posta alla base del cranio, che secerne diversi ormoni (tra cui anche TSH, ormone tireotropo). I Pastori Tedeschi, i Cani Lupo di Saarloos e i Cani Lupo Cecoslovacco sono tra le razze più predisposte, ma è stato segnalato anche in altre razze, senza predominanza di sesso.
Di solito il cane viene portato all’attenzione del veterinario a causa di un ritardo nell’accrescimento e per la persistenza di un mantello lanoso da cucciolo. Fino a uno o due mesi di età, i soggetti colpiti non presentano differenze con i fratelli della stessa cucciolata, poi però si nota la differenza di taglia, anche se le proporzioni rimangono corrette, e il fatto che la peluria lanuginosa persiste, mentre il pelo da adulto non compare. La perdita della lanugine darà così luogo alla formazione di aree alopeciche e iperpigmentazione della cute. Radiologicamente si osserva ritardo nella calcificazione nei centri di ossificazione epifisari e nella chiusura delle cartilagini, e ossificazione incompleta delle epifisi una volta raggiunta la maturità scheletrica.
Il trattamento di prima scelta consiste nella ormonoterapia di sostituzione con somatotropina (ormone della crescita) per via iniettabile, piuttosto costoso, e il trattamento palliativo prevede la somministrazione di levotiroxina, ormone tiroideo, per far regredire i segni dermatologici e ossei legati alla carenza di TSH.
Per avere una diagnosi certa di nanismo ipofisario si esegue la misurazione del GH del sangue, tenendo presente che le concentrazioni basali di questo ormone possono risultare un po’ più basse anche in soggetti sani, vanno pertanto eseguite le misurazioni di GH mediante prove di stimolo.