Sanihelp.it – Durante questa settimana ci si aspetta il punto massimo dei contagi per l’influenza.
Un picco che generalmente si verifica a fine gennaio: l’anticipo sta provocando un maggior afflusso nei reparti d'urgenza anche a causa della coincidenza della parziale chiusura degli studi medici di famiglia per le feste.
«Quest'anno la situazione sembra peggiore rispetto agli anni passati proprio per questa coincidenza temporale» sottolinea Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei medici, precisando che tutto il sistema, compreso quello dei medici di famiglia in queste settimane, sta registrato un aggravio di lavoro e di disagi.
«Una mole di attività così non si era mai vista» afferma il segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale di Roma e provincia, Pier Luigi Bartoletti che aggiunge- «È il mix di Covid, influenza e sintomatologia intestinale. Il peggio deve ancora arrivare a inizio gennaio quando riapriranno le scuole».
E Bartoletti riferisce di un sovraccarico nei pronto soccorso della capitale confermato anche dall'Ordine dei medici di Roma che segnala un aumento dell'attività del 30%.
Oltre che al virus dell’influenza, nel corso della stagione fredda infatti ci si ritrova a fare i conti con altri 262 »ospiti indesiderati» che possono provocare sindromi parainfluenzali.
Si tratta perlopiù di influenze intestinali, responsabili di crampi e dolori addominali, malessere generale, perdita di appetito, febbre, dolori muscolari e mal di testa.
A differenza dell’influenza vera e propria, le sindromi parainfluenzali durano pochi giorni, anche se possono lasciare qualche strascico dopo la guarigione.
Tra influenza e sindromi parainfluenzali, si stimano per questa stagione oltre 16 milioni di italiani KO o quasi.
Per la prevenzione ed il controllo dell’influenza stagionale 2023-2024 il Ministero della Salute ha emanato un documento comprendente le più recenti indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla composizione dei vaccini antinfluenzali e contenente anche alcune raccomandazioni di carattere generale.
L’ECDC, infatti, raccomanda le seguenti misure di protezione personali (misure non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza:
● Lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente. Le mani devono essere lavate accuratamente con acqua e sapone, per almeno 40-60 secondi ogni volta, specialmente dopo aver tossito o starnutito e asciugate. I disinfettanti per le mani a base alcolica riducono la quantità di virus influenzale dalle mani contaminate e possono rappresentare una valida alternativa in assenza di acqua.
● Osservare una buona igiene respiratoria: coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, con fazzoletti monouso da smaltire correttamente e lavarsi le mani.
● Isolarsi volontariamente a casa se si presentano sintomi attribuibili a malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale.
● Evitare il contatto stretto con persone ammalate, ad es. mantenendo un distanziamento fisico di almeno un metro da chi presenta sintomi dell’influenza ed evitare posti affollati. Quando non è possibile mantenere il distanziamento fisico, ridurre il tempo di contatto stretto con persone malate. ● Evitare di toccarsi occhi, naso o bocca. I virus possono diffondersi quando una persona tocca qualsiasi superficie contaminata da virus e poi si tocca occhi, naso o bocca. Le mascherine chirurgiche indossate da persone con sintomatologia influenzale possono ridurre le infezioni tra i contatti stretti.