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Diarrea del viaggiatore: come si manifesta e come si cura

Sanihelp.it – Con l’espressione diarrea del viaggiatore si indica una patologia intestinale, per l’esattezza un’enterite, che colpisce quei soggetti normalmente residenti in zone in cui la situazione igienica ha un tenore medio-alto allorquando, per motivazioni professionali o turistiche, si recano in un Paese in cui invece le condizioni dal punto di vista igienico-sanitario non sono ottimali.


Le zone geografiche che comportano un maggior rischio di contrarre la patologia in questione sono alcune aree dell’Africa e dell’America latina, l’India, il Bangladesh, il Sud-est asiatico e, in linea generale, tutte quelle zone in cui il clima è particolarmente caldo e molto umido.

Come si manifesta la diarrea del viaggiatore?

L’insorgenza del disturbo, particolarmente fastidioso e non sempre scevro da complicazioni, è solitamente improvvisa; la manifestazione più eclatante è una diarrea caratterizzata dall’emissioni di feci molto liquide, chiare e abbondanti. Segni e sintomi associati alle scariche diarroiche sono forti crampi allo stomaco, gonfiore addominale, nausea, vomito, sensazione di malessere generale ecc.

Il disturbo può manifestarsi in maniera più o meno importante; nei casi più lievi si risolve nel giro di 24-48 ore, mentre in quelli più seri possono occorrono diversi giorni prima di tornare alla normalità.

Il disturbo, salvo casi rarissimi legati a circostanze molto particolari, non comporta problemi per la vita, ma non deve essere sottovalutato perché si possono avere complicazioni come disidratazione e squilibri elettrolitici.

Quali sono le cause alla base del disturbo?


Nella grande maggioranza dei casi, circa l’80%, la diarrea del viaggiatore ha origine batterica; meno frequenti sono i casi di origine virale o parassitaria. Il batterio più comunemente coinvolto è l’Escherichia coli; altri microrganismi che possono dare origine a questa fastidiosa forma di enterite sono il Campylobacter, gli Stafilococchi, le Salmonelle, i Rotavirus ecc.

Alcuni fattori possono predisporre a un maggior rischio di contrarre la malattia, principalmente basse difese immunitarie, età infantile ed età anziana.

Come si cura la diarrea del viaggiatore?

Prima di parlare di cura è fondamentale fornire qualche cenno sulla prevenzione. Può essere sicuramente utile, qualche giorno prima di intraprendere il viaggio, l’assunzione di probiotici che hanno una funzione protettiva sull’equilibrio del microbiota intestinale.

Quando poi ci troveremo a destinazione è opportuno evitare l’assunzione di cibi crudi e consumare soltanto l’acqua imbottigliata evitando di usare cubetti di ghiaccio. Se si deve utilizzare l’acqua del rubinetto è consigliabile bollirla o disinfettarla; la frutta deve essere sbucciata. L’igiene orale dovrebbe essere effettuata con acqua minerale.

Per quanto riguarda più specificamente il trattamento, è possibile che il medico prescriva farmaci sintomatici come per esempio gli antispastici che servono ad alleviare i crampi allo stomaco, generalmente piuttosto intensi. Altri medicinali prescritti potrebbero essere gli antidiarroici, che limitano la motilità dell’intestino.

Qualora il medico abbia riscontrato una perdita eccessiva di elettroliti potrebbe consigliare l’assunzione di appositi integratori alimentari.

Sarà sempre il medico a valutare se sia il caso o no di intraprendere un trattamento antibiotico.

È molto importante mantenersi idratati e adottare un regime alimentare molto leggero.

Una curiosità

La diarrea del viaggiatore è spesso popolarmente definita come »maledizione di Montezuma»: in base a un racconto leggendario sembra che nel 1519 il sovrano azteco Montezuma abbia lanciato una maledizione contro i conquistadores spagnoli che volevano sottomettere gli aztechi; dopo alcuni giorni dalla maledizione, gli invasori accusarono fortissimi disturbi a livello gastrointestinale (diarrea, dolori crampiformi allo stomaco ecc.).

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