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E che biondo sia!

Colore tra i capelli

Sanihelp.it – Il bello della questione? Non è precluso a nessuna. Colore per definizione femminile, il biondo è un passepartout che accompagna con eleganza e fascino ogni donna, ad ogni età. Questo per altro è il suo momento migliore: dopo un’estate di sole che ha schiarito i capelli, il biondo è perfetto per un ritorno in città al top. Vediamo insieme le mosse giuste per un biondo luminoso e vitale. 


Il biondo? Sarebbe meglio i biondi

Parlare di biondo al singolare è riduttivo. Esistono infatti declinazioni infinite di sfumature chiare che il professionista deve scegliere con arte e sapienza perché possa valorizzare a pieno i tratti e i colori naturali del viso esaltandone la bellezza e il fascino.

Sfumature in palette

Non c’è il biondo di moda come non c’è il biondo che va bene per tutte. Ecco l’errore più facile, e il più frequente, in cui cadere. Pensare un biondo universale non rende giustizia a un colore che per essere bello davvero va declinato sulla persona che lo indossa. Perché il risultato finale sia bello nella sua naturalezza, occorre un’attenta valutazione che, partendo dai colori naturali dei capelli ma anche del viso, degli occhi, delle sopracciglia, trovi l’accordo perfetto che valorizziaa 360°.

Scelte ponderate

Non si può pensare di entrare in salone more e uscirne platino. E se questo succede, nella maggior parte dei casi il risultato non soddisfa, in alcuni è così brutto da dover correre ai ripari. Il biondo è una conquista che richiede tempo, cura e attenzione; è il frutto di un intervento che potremmo definire chirurgico e che proprio al pari di un ritocco estetico parte da una lunga e minuziosa valutazione iniziale nel corso della quale il professionista, mettendo insieme una serie di dati diversi, deve proporre alla cliente il percorso più adatto ad ottenere un biondo su misura, naturale e armonioso.


Si inizia dalla riparazione

Oltre che prendere in considerazione i colori naturali del viso, è fondamentale, valutare la condizione di partenza del capello: non si può infatti ottenere un biondo luminoso e glamour se la fibra è danneggiata. E’ facile che questo succeda a fine estate quando caldo, sole e sudore possono aver inaridito e sfibrato la chioma. Prima di decidere per il biondo quindi serve prevedere un piano di trattamenti rigeneranti con maschere nutrienti e altre formule riparatrici da utilizzare per almeno un paio di settimane. Anche il taglio è funzionale al biondo. Non solo perché con il movimento può assecondare i riflessi, renderli più vividi e accentuarne la brillantezza ma anche perché in molti casi, soprattutto se i capelli sono lunghi, può essere necessario eliminare la parte più rovinata, quella che rischia di compromettere la buona riuscita della tinta

Operazione ricrescita

Un biondo studiato e realizzato ad arte offre numerosi vantaggi. Il risultato, oltre ad essere naturale e armonico, dura a lungo e tenere a bada la ricrescita è facile. E’ ovvio infatti che su un platino la radice scura si percepisce in modo distinto ma risulta invece più sfumata se si opta per un gioco di schiariture fatto ad arte.

Intrinseca fragilità

Il biondo è un tono delicato che vede intensità e brillantezza messe in pericolo in modo facile e veloce. Succede poi, e anche con una certa frequenza, che il biondo sconfini nel giallo. La prima ragione sta nella decolorazione stessa che se viene eseguita con una certa decisione e scarso rispetto della fibra la svuota e fa emergere il pigmento giallo. A questo si aggiungono poi le tante aggressioni esterne che innescano processi di ossidazione capaci di togliere intensità e brillantezza al biondo: si va dai raggi del sole al calore eccessivo di phon e piastre, dal cloro della piscina alla salsedine, dallo smog cittadino fino all’utilizzo per il lavaggio di acqua carica di metalli che depositandosi rendono opaco e spento il biondo.

Strategie preventive

Tanto si può fare comunque perché il biondo non ingiallisca. La prima mossa? Sicuramente la protezione dal calore del phon e soprattutto della piastra ma anche dal cloro con prodotti capaci di creare sulla fibra un’invisibile pellicola isolante. Servono poi prodotti, dallo shampoo alla maschera, messi a punto in maniera specifica per i capelli biondi. Per distinguerli dagli altri basta guardare il colore. Contengono infatti pigmenti violetti in grado, proprio per somma cromatica, di neutralizzare i viraggi di tono indesiderati verso il giallo.

Lo shampoo per capelli biondi non si sciacqua subito come di consueto ma si tiene in posa per cinque minuti. Lo stesso per balsami e maschere che devono restare a contatto della fibra per un tempo variabile dai cinque ai dieci minuti. Questi prodotti vanno usati comunque una sola, massimo due volte la settimana, alternandoli ai classici prodotti per capelli tinti e a una maschera supernutriente che ripristinando l’integrità della fibra rende il biondo più brillante.

E se è sbiadito?

Se l’opera di prevenzione non è stata sufficiente ad evitare che il biondo impallidisca e ingiallisca si può passare a una strategia di ripristino del tono usando prodotti doposhampoo sotto forma di maschere, booster e spray che contengono pigmenti chiari in grado da un lato di cancellare i sottotoni giallastri e dall’altro di ravvivare le sfumature. Si impiegano una volta ogni due, tre shampoo alternandoli con prodotti fortemente rigeneranti perché un capello sano, indipendentemente dal tono, è naturalmente brillante a differenza di uno impoverito che si presenta spento e poco vitale.

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