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Acufeni: una nuova soluzione all’orizzonte

Sanihelp.it – Durante l’ultimo Congresso Nazionale SIO, Società italiano di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale, sono stati presentati fra le altre cose  i dati della sperimentazione effettuata presso il Dipartimento ORL del Policlinico di Tor Vergata basati su un nuovo dispositivo medico chiamato Acufree. L’acufene (o ‘tinnitus’) è tanto frequente quanto difficile da trattare: chi ne soffre sete suoni che non esistono descritti come ronzii, fischi, sibili, o pulsazioni.


Risulta essere uno dei disturbi più comuni con oltre 200 cause possibili che possono essere organiche e anatomiche, virali e ambientali ma anche vascolari, oncologiche o legate all’invecchiamento

Secondo i dati disponibili a soffrire di acufeni sono 749 milioni di persone, con una incidenza del 14% nella popolazione mondiale e 120 milioni di casi gravi

La prevalenza maggiore si riscontra tra le persone anziane, a causa del fisiologico invecchiamento del sistema uditivo, oppure tra coloro che hanno subito danni a causa di esposizione a suoni ad alta intensità oppure per stati di ansia o traumi.

 

I trattamenti attualmente disponibili mirano a ridurre gli effetti più gravi della malattia, con risultati tuttavia temporanei e/o ridotti, che giustificano la triste reputazione di incurabile di questa patologia.

«L’acufene non è una patologia esclusivamente cocleare poiché coinvolge tutte le vie uditive, anche a livello del SNC (Sistema Nervoso Centrale) ed è per questo motivo che abbiamo testato la terapia multimodale sincrona» ha dichiarato il Professor Di Girolamo, direttore dell’unità operativa ORL del Policlinico Universitario Tor Vergata e primo autore dello studio. «Si tratta di un sistema innovativo e non invasivo che con l’utilizzo di un dispositivo specificamente sviluppato e brevettato agisce su più livelli: Acufree si basa su una stimolazione sonora specifica personalizzata su ogni singolo paziente, a cui si associano onde elettromagnetiche a bassa e alta frequenza».


 

La sperimentazione è stata condotta all’Università di Tor Vergata su 50 pazienti con una storia di acufene cronico di età maggiore di 18 anni, età media di 56 anni e una ipoacusia di grado medio o lieve. I pazienti sono stati sottoposti a un protocollo audiologico completo al momento dell’arruolamento e a un monitoraggio intensivo nel corso della terapia, con durata complessiva di 14 settimane e due sessioni di trattamento al giorno per 18 minuti ciascuna. 

La non invasività, innocuità e capacità di personalizzazione del trattamento hanno permesso una elevata aderenza allo studio, senza effetti avversi correlabili all’uso del dispositivo.

A questo si aggiunge la comodità e continuità dell’uso domiciliare, una novità importante rispetto ad altri metodi che implicano la difficoltà di numerose sedute e visite mediche per periodi prolungati (tipicamente non meno di 6-12 mesi).

Il  trattamento con Acufree rappresenta una innovazione terapeutica molto promettente per ridurre il disagio provocato dagli acufeni, migliorando la qualità della vita dei pazienti il cui numero continua a crescere diventando un »problema clinico di prim’ordine», come riconosciuto da vari paesi (es. Germania o UK) dove le cure sono già valutate dal sistema sanitario nazionale.

 

 

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