Ormai ci siamo: Expo 2015 sta per aprire i battenti. La grande riflessione sul futuro del pianeta pone domande a tutti, persino a chi non si occupa direttamente di alimentazione ma crede comunque che, anche per vie indirette, sia possibile un impegno in difesa della terra, dei suoi frutti e di tutti coloro che di questi frutti hanno bisogno non solo per sopravvivere ma per vivere con piena dignità.
La cosmetica non sfugge a questo impegno; anzi da qualche tempo a questa parte lo abbraccia pienamente nell’ottica di proporre prodotti che siano buoni per la pelle e insieme per la natura nella quale viviamo, rispettosi del delicato equilibrio della cute e insieme di quello universale della Terra.
Partiamo innanzitutto da qualche numero che, pur non piacendomi nella sua freddezza, inquadra bene la prospettiva. Da 215 aziende che producono cosmesi biologica in Italia nel 2013 si è passati a 250 nel 2014 mentre le eco-profumerie che puntano sul naturale hanno visto una crescita del 114%, percentuale di tutto rispetto in tempi di crisi. Merito dell’interesse crescente che i consumatori dimostrano nei confronti delle formule a base di ingredienti biologici che, secondo un sondaggio condotto per conto dell’associazione internazionale per la cosmesi naturale e biologica Natrue, piacciono al 45% delle europee, italiane comprese, proprio perché rispettano la natura e l'ambiente e anche perché per circa una donna su tre rientrano a pieno titolo nella scelta di vivere in modo più sano e sostenibile.
I cosmetici biologici non si limitano infatti a scegliere con particolare attenzione gli ingredienti delle formule (a proposito: attenzione che per definirsi tale un cosmetico deve essere fatto il 95% di ingredienti biologici sul totale degli ingredienti vegetali presenti nel prodotto) ma tengono d’occhio anche i processi produttivi. L’obiettivo è quello di risparmiare energia puntando su fonti alternative ma anche acqua, dove possibile, per evitare di impoverire le risorse dell’intero pianeta. Da tenere sotto controllo anche l’emissione di anidride carbonica che oltre ad essere contenuta viene compensata in molti casi con la piantumazione di piante per regalare nuovo ossigeno.
Importantissimo anche il discorso degli imballaggi: un cosmetico biologico li limita all’essenziale puntando su materiali che, dall’etichetta al vasetto fino alla scatola, possono essere riciclati e riciclabili. E tornando al discorso di Expo non possiamo trascurare un altro aspetto interessante della cosmetica biologica: il territorio italiano vanta una straordinaria varietà di prodotti naturali che meritano di essere valorizzati non solo sulla tavola ma anche come ingredienti preziosi per la cura della pelle. Ricercatori, cosmetologi e produttori sempre più spesso sfruttano questo prezioso patrimonio per dar vita a formule biologiche dove la mela del Trentino e l’olio della Liguria, i frutti di bosco della Basilicata e l’uva del Modenese, i fichi d’India della Sicilia e il miele dei prati alpini diventano gli elementi chiave di una cosmetica efficace, sicura, rispettosa. Proprio quella che ci piace non solo per vederci più belle fuori ma anche per sentirci in armonia dentro, più serene, persino un po’ più sagge.