Sanihelp.it – L'intensità di un allenamento è importante.
Non è possibile fare sempre allenamenti ad alta intensità, così come solo allenamenti poco intensi.
Il Pilates, in particolare, si colloca a metà tra questi due estremi. Infatti, si può dire che il Pilates si possa trovare nella fascia 2 a livello di frequenza cardiaca.
Bisogna, infatti, partire dalla definizione della frequenza cardiaca massima. Questa si calcola con la formula seguente:
208- (0,7 x Età)
Così, per una persona di 35 anni, a livello generale, la frequenza cardiaca massima sarà di 184 battiti al minuto, da non superare.
Il Pilates, appartenendo alla Fascia 2, consentirà di arrivare al massimo al 60% della frequenza massima, un ottimo traguardo che consentirà di bruciare ma senza arrivare ad affaticare eccessivamente il corpo.
Oltre a questo parametro oggettivo, nella realizzazione di un allenamento bisognerà anche valutare elementi soggettivi.
Non bisogna pensare, infatti, che l'unico allenamento efficace sia quello nel quale la persona sudi o si senta spossata.
Se un allenamento fa star bene, fa sentire la persona appagata e riduce disturbi e problemi, allora sarà l'allenamento giusto.
Solo tenendo in considerazione questi elementi, oggettivi e soggettivi, sarà possibile avere un allenamento giusto e, al tempo stesso, efficace sotto diversi fronti.