Sanihelp.it – «Non mi sono mai fatto sistemare gli occhi, ma ho speso parecchio per farmi stirare la pelle dei testicoli. Lì sì che non mi piacciono le rughe!». La dichiarazione a suo modo scioccante è stata fatta nientemeno che da George Clooney in una recente intervista al mensile Max. L’attore e regista hollywoodiano avrebbe anche aggiunto: «È una tecnica nuova, a Hollywood la fanno tutti, si chiama ball ironing».
Ora se questa sia solo una battuta ironica o realtà non è dato sapere anche se è risaputo che l’ex compagno di Elisabetta Canalis sappia molto bene come usare le dichiarazioni a mezzo stampa con acume particolare e c’è chi sostiene che questa sia stata la sua personale strategia per condannare la tendenza spasmodica, diffusa in modo particolare nello star system americano, della rincorsa alla giovinezza a tutti i costi. Certamente se aveva l’obiettivo di attirare l’attenzione, lo ha centrato in pieno.
Resteremo nel dubbio sull’effettivo lifting intimo di Clooney (e probabilmente è meglio così), ma poco importa. Per quanti però ci hanno pensato davvero, possiamo dire che questo ritocco estetico, all’apparenza decisamente improbabile, esiste realmente e si chiama lifting scrotale. Del resto la chirurgia plastica ha varcato ormai da tempo i confini dell’intimità, maschile e femminile.
Ma perché liftare i gioielli di famiglia? Perché con l’età tutto cede alla forza di gravità e anche il sacco cutaneo che contiene i testicoli, cioè lo scroto, si può fare più flaccido e con cedimenti che possono non essere esteticamente gradevoli. Ecco allora che il bisturi del chirurgo potrebbe essere la soluzione L’intervento, in anestesia locale, ambulatoriale, della durata di circa 30 minuti e che lascia una cicatrice quasi invisibile (si incide sulla linea che separa l’emiscroto destro dal sinistro) prevede l’asportazione della pelle in eccesso, mentre la rimanente viene stirata e suturata, risollevando i testicoli in una nuova cavità scrotale.