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Valentino Rossi verso la riabilitazione

Ortopedia

Sanihelp.it – Tornare in pista per  il Gran Premio del Giappone di metà ottobre. È questo l’obiettivo che Valentino Rossi ha rivelato al presidente del Coni, Giovanni Malagò, quando è andato a trovarlo in ospedale ad Ancona. Il campione di motociclismo non ci sta a rinunciare alla sua passione dopo l’infortunio che lo ha colpito nei giorni scorsi durante un allenamento in enduro: cadendo dalla moto ha riportato una frattura scomposta a tibia e perone della gamba destra, la stessa che era già stata offesa nel 2010, nell’incidente che lo aveva coinvolto al Mugello.


In un primo momento, lo sportivo era stato ricoverato all’ospedale di Urbino, ma poi per sua scelta è stato trasferito al nosocomio di Ancona, dove è stato prontamente operato. Nell'intervento, durato circa un'ora e perfettamente riuscito, gli è stato applicato un chiodo endomidollare in titanio che dovrebbe essere tolto non prima di un anno con un intervento chirurgico che potrebbe richiedere qualche giorno di stop. Una procedura resa più complessa dalla precedente frattura del 2010.

Dopo una notte tranquilla e dopo aver mosso i primi passi con l’aiuto delle stampelle, Valentino è stato dimesso nella mattinata del 2 settembre e si appresta a cominciare la riabilitazione. «Ho trascorso una buona notte, ho dormito, e questa mattina mi sentivo bene» ha detto lo stesso Valentino Rossi, in una nota diffusa dalla Yamaha il giorno delle dimissioni. «I medici mi hanno visitato e mi hanno dato l'ok per tornare a casa, dove potrò riposare anche meglio. Comincerò la riabilitazione al più presto e vedremo la reazione del mio fisico, prima di prendere ogni decisione. Ringrazio tutto lo staff dell'Ospedale di Ancona, dell'Ospedale di Urbino, gli operatori del 118 e gli amici che sono venuti a trovarmi. Farò di tutto per tornare in pista il prima possibile».

Quando? «In 30-40 giorni potrebbe tornare a gareggiare. Poi ognuno ha i suoi tempi» ha ipotizzato Raffaele Pascarella, direttore dell'Unità operativa di Ortopedia e traumatologia dell'ospedale Torrette di Ancona che lo ha operato. «La frattura è stabile, dipende dalla sua capacità deambulatoria e dal dolore che proverà. Quando tornerà non lo so».

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