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Tumore al seno: con la nipple sparing il capezzolo è salvo

Sanihelp.it – Prima la quadrantectomia, per evitare alla donna colpita da tumore al seno la devastante mastectomia radicale; poi la tecnica del linfonodo sentinella, che può rendere inutile il cosiddetto svuotamento ascellare. Ora l’attività di ricerca dell’Istituto Europeo di Oncologia diretto da Umberto Veronesi cerca di evitare alle pazienti un ulteriore mutilazione, l’asportazione dell’areola e del capezzolo anche quando le condizioni sono tali da non poter rinunciare alla mastectomia.


Il merito è di nipple sparing, la nuova tecnica salva-capezzolo presentata oggi al convegno che riunisce all’istituto milanese oltre 250 chirurghi provenienti da 50 Paesi.

La nipple sparing è una delle metodiche più innovative, che proprio all’IEO è al centro di un’ampio studio clinico che ha già visto l’esecuzione di circa 500 casi.

Obiettivo di questo studio è dimostrare che la conservazione del capezzolo, all’interno del trattamento standard oncologico, offre alla donna le stesse percentuali di guarigione della chirurgia tradizionale, risparmiandole però un’inutile mutilazione che ha un peso fortemente negativo su una psicologia già messa duramente alla prova dalla malattia.

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