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La lotta al dolore pediatrico passa anche dalle emoticons

Sanihelp.it – «Il bambino ha diritto di essere sottoposto agli interventi diagnostico-terapeutici meno invasivi e dolorosi», recita l’articolo 8 della Carta dei diritti del bambino dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Per trasformare in pratica quotidiana questa affermazione di principio, l’ospedale romano è impegnato in una capillare riorganizzazione per rendere sistematica per tutti i piccoli pazienti ricoverati la misurazione quotidiana del dolore, parte integrante della cartella clinica.


La lotta contro il dolore, in realtà, non è nuova all’istituto: da 10 anni il gruppo degli anestesisti è impegnato, con alcune strutture nordamericane quali il Children’s Hospital di Boston e l’Hospital for Sick Children di Toronto, nello studio di nuovi modelli organizzativi e nella definizione di protocolli con le moderne tecniche antalgiche.

Sulla base delle esperienze maturate a livello internazionale, all’interno del Bambino Gesù sono state, quindi, intraprese numerose iniziative per contrastare il dolore pediatrico: l’attivazione di una sala operatoria unicamente dedicata all’effettuazione in analgosedazione, l’introduzione di tecniche di anestesia loco regionale e di protocolli di analgesia postoperatoria, la creazione di corsi di formazione per il personale medico e infermieristico.

Tra le numerose tecniche di misurazione del dolore nei bambini vengono utilizzate anche le pain faces, una sorta di emoticons che possono consentire ai bambini di raccontare quotidianamente al medico il proprio grado di sofferenza.

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