Sanihelp.it – Parlare di omeopatia senza meditarne l’alto valore scientifico ed etico è un comportamento sconsiderato.
Ma è ancora più imprudente chi, con responsabilità pubblica, fa affermazioni lapidarie sulla base di considerazioni generiche e prive di fondamento, che rischiano di trasformare il sacro tempio della medicina e della salute dell’uomo in una diatriba tra Orazi e Curiazi, creando fratture all’interno della stessa scienza medica e determinando confusione nell’opinione pubblica.
Criticare l’omeopatia, così come la medicina in generale, è cosa doverosa e necessaria.
Ma criticarla in senso lato, basandosi su conoscenze errate, formulando pareri generici, è inaccettabile. E questo soprattutto all’interno di un documento che affastella, in un calderone, conoscenze e metodologie profondamente diverse tra loro.
Infatti è ovvio che esprimere giudizi generalizzanti, oltre che errati, senza discernere all’interno degli argomenti trattati, bensì utilizzando concetti di senso comune, o desunti in modo indiscriminato ora da una disciplina ora dall’altra, per giungere a un superficiale giudizio negativo, significa privarsi del criterio di conoscenza più elementare: l’imparzialità del giudizio.
L’omeopatia nasce e si sviluppa all’interno della medicina neoippocratica, ossia all’interno di quella tradizione epistemologica occidentale, medico-biologica, correlazionistica che il documento del CNB definisce medicina scientifica.
L’omeopatia è medicina e adotta il modello sperimentale; anzi lo ha per prima utilizzato in doppio cieco sull’uomo sano impiegando sostanze a dosi infinitesimali.
Essa si fonda su un insieme di conoscenze relative alla struttura e alle funzioni del corpo umano che possono essere elaborate grazie all’integrazione di diverse discipline metodologicamente fondate.
La medicina omeopatica rifiuta a priori ogni settarismo e ogni esoterismo e realizza un corpus dottrinario pubblico che può essere appreso e trasmesso in corrispondenza con le conoscenze biomediche.
Si sperimenti, quindi, la medicina omeopatica con rigore, serietà e imparzialità. Si ripongano le ignobili campagne strumentali e si ritorni alla pacatezza e alla sobrietà dei giudizi.
E soprattutto si finanzino studi per dimostrare lo straordinario valore scientifico di una metodologia medica antesignana dei tempi.
Ma ci si tenga lontano dal formulare valutazioni improprie basandosi su considerazioni scientifiche settarie o sul seguire i vaneggiamenti di chi, pur parlando di omeopatia, dimostra di non aver mai meditato la metodologia sperimentale e clinica formulata dal medico Samuele Hahnemann.