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Uovo di Pasqua e bambini: non bruciamo l’effetto sorpresa

Sanihelp.it – Secondo la tradizione cristiana, le uova sono il simbolo della resurrezione di Cristo, e nel Medioevo venivano donate uova colorate di rosso per simboleggiare il sangue versato da Gesù.


Oggi la tradizione ha lasciato posto al fenomeno consumistico delle uova di cioccolato e della sorpresa. Non vogliamo condannare questa usanza moderna, ma ragionare sugli aspetti psicologici di questo rito.

Il fattore sorpesa è importante soprattutto per i più piccoli, attenzione quindi a non esagerare con le aspettative. Perchè se a Natale, se non altro, c’è la scusa che bisogna essere tutti più buoni e che, come premio, arriva Babbo Natale a portare i doni, a Pasqua questa premessa non c’è, e lo scambio rischia di diventare un'occasione per creare aspettative senza sforzo, per avere ciò che si desidera.

«I bambini si aspettano che dentro l’uovo ci sia il giochino elettronico, la macchinina tanto desiderata o il peluche del cartone animato più in voga» spiega Larissa Quattro, psicologa dell’Istituto Servizi Sociali del Comune di Milano. «Ma se, aprendo l’uovo, non trovano quello che desiderano, la delusione è così grande che rimane solo l’abbuffata di cioccolato compensatoria e gratificante, che sana la frustrazione del momento».

«Gli sforzi degli adulti nei confronti dei bambini non dovrebbero essere diretti verso la corsa affannata all’uovo più grande e alla sorpresa più bella», precisa la psicologa. «Più alta è l’aspettativa, più profonda è la frustrazione: sono meccanismi mentali direttamente proporzionali, legati al concetto del tutto è dovuto!»

Sbagliamo dunque a pensare che la sorpresa dell’uovo di Pasqua possa rendere felice un bambino. Se gli promettiamo che sarà quello che desidera togliamo il gusto del mistero legato all’effetto sorpresa.

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