Sanihelp.it – Un ambiente ben climatizzato, fresco e senza umidità favorisce il benessere e la concentrazione. Come tutte le cose, però, anche l’aria condizionata va usata con attenzione. Il dottor Maurizio Tommasini, primario del reparto di medicina generale della Clinica Humanitas, sostiene che «l’aria condizionata è fondamentale per affrontare l’afa estiva. I climatizzatori, oltre a raffreddare l’aria, eliminano l’eccesso di umidità, un fattore che procura disagio più del caldo». Infatti quando il tasso di umidità è superiore al 70% il sudore non evapora e rimane sulla pelle causando quella fastidiosa sensazione di caldo appiccicoso.
È tuttavia sconsigliato e dannoso mantenere temperature troppo basse perché, come ribadisce il dottor Tommasini, c’è il rischio di «incorrere nei classici disturbi causati dal freddo come raffreddore, bronchite, mal di gola». Le mucose che rivestono le vie respiratorie sono ricoperte di minuscole ciglia che hanno il compito di allontanare dal nostro organismo i virus e i batteri presenti nell’aria che respiriamo. Il freddo causa una diminuzione della vascolarizzazione di queste ciglia, paralizzandole e impedendo loro di funzionare correttamente. Il rischio di infezioni quindi aumenta considerevolmente.
«Molti disturbi imputati all’aria condizionata» prosegue Tommasini «sono causati dal brutto vizio di esporsi direttamente al getto d’aria fredda. Lombalgia e torcicollo sono gli esempi più lampanti.»
I getti di aria fredda, infatti, provocano la contrattura dei muscoli; la schiena e il collo sono le parti più sensibili a questi cambiamenti repentini di temperatura e le conseguenze non si fanno attendere.
Per le stesse cause ci possono essere anche conseguenze ben più gravi: per esempio la paralisi dei nervi del viso che può bloccarne i movimenti per alcuni giorni.
Ho appena controllato: la temperatura è ottimale, il getto d’aria punta verso il soffitto e tutti questi problemi confido restino lontano a lungo.