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Casa sana con le piante mangia-veleni

Inquinamento

Sanihelp.it – Fumo, esalazioni delle vernici o degli inchiostri della stampante, prodotti della combustione dei cibi, inquinamento elettromagnetico: guai a pensare che in casa l’aria sia pura. Però, contro l’inquinamento indoor si può fare molto anche con una semplice pianta: già da alcuni anni studi scientifici condotti dalla NASA hanno confermato che diverse specie di vegetali sono in grado di depurare l’aria nell’appartamento e darle il giusto grado di umidità, anche d’inverno.


«Le piante assorbono dall’esterno, attraverso le foglie, l’anidride carbonica che serve loro per produrre le sostanze nutritive.» spiega a Sanihelp.it il professor Ernesto Di Pietro, docente di progettazione ergonomica al Politecnico di Milano. «Oltre all’anidride carbonica, però, alcuni vegetali assorbono, in misura più o meno maggiore, diversi tipi di inquinanti che, assorbiti, possono essere trasformati in zuccheri oppure convogliati alle radici, dove i germi del terreno li disintegrano ». Si ha così uno scambio benefico tra pianta e ambiente: essa libera l’aria da inquinanti e vi cede ossigeno.

Molti dei composti organici volatili inquinanti della casa, cioè formaldeide, benzene, tricloroetilene, xilene e toluene, sono rilasciati da colle, vernici, adesivi usati nell’edilizia (per i mobili di truciolato e per i pavimenti), ma anche dagli inchiostri di stampanti e fotocopiatrici. «Nelle stanze appena arredate o dove si tengono le stampanti, quindi, è meglio posizionare le piante che assorbono tali inquinati: aloe, gerbera (assorbe fino a 14 microgrammi l’ora di formaldeide), filodendro, spatifillo, felce di Boston, edera, orchidea Phalenopsis, dracena» chiarisce il professore.

Il tronchetto della felicità, il clorofito o il ficus beniamino assorbono il fumo di sigaretta, ma anche il monossido di carbonio e altri prodotti della combustione e andrebbero collocate, in cucina, dove si fuma e nelle stanze che danno su strade trafficate e sui balconi. Infine, contro l’inquinamento elettromagnetico, per cui vicino al PC o al televisore, non dovrebbe mai mancare un cactus colonnare, che per altro richiede di essere annaffiato scarsamente.

«In generale, bisogna mettere una pianta ogni 10 metri quadri, o per lo meno due per stanza » conclude il professor Di Pietro. Solo nella camera da letto non bisogna eccedere, perchè di notte molte piante prendono ossigeno dall’esterno e restituiscono anidride carbonica.

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