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Cinture di sicurezza: funzionano bene sui bambini?

Sanihelp.it – NEW YORK


“I nostri dati indicano che negli urti laterali l’uso di sistemi di ritenuta sono essenziali”, dichiara la Dott.ssa Kritsy B. Arbogast del Children’s Hospital di Philadelphia in Pennsylvania, autrice dell’indagine.

L’Amministrazione Nazionale per la Sicurezza del Traffico sulle Autostrade (NHTSA) aggiunge che sistemi efficaci di sicurezza per i bambini includono culle per neonati, seggiolini per bimbi piccoli e cinture con fasce per le spalle per i giovani. I bambini sotto i 12 anni di età non dovrebbero viaggiare sul sedile anteriore, secondo l’ NHTSA e gli airbags dovrebbero essere disinseriti se un bambino viaggia sul sedile anteriore.

Gli impatti laterali sono sicuramente ritenuti più lesivi e mortali rispetto a quelli frontali; tuttavia sono i meno studiati.

Per meglio conoscere le tipologie di lesioni provocate da questi incidenti stradali, la Dott.ssa Arbogast e i suoi colleghi hanno controllato i dati della State Farm Insurance Company riguardanti 55 incidenti con impatti laterali che hanno coinvolto 93 bambini. In nessuno dei casi l’auto era provvista di airbags laterali.

I ricercatori hanno scoperto che i bambini che indossavano cinture corrette avevano la stessa probabilità di rimanere feriti nell’impatto rispetto a quelli che non indossavano cinture ma le lesioni dei primi erano molto meno gravi rispetto ai secondi.

Secondo lo studio pubblicato sul numero di Settembre della rivista Journal of Trauma, Injury, Infection and Critical Care, i bambini accuratamente legati hanno riportato, dopo il crash, unicamente lesioni tipo contusioni e fratture, mentre gli altri hanno subito lesioni, anche gravi, al cervello e danni ad organi interni.

Il tipo di trauma più comunemente riscontrato negli impatti laterali riguarda traumi al cranio. “Questo ci preoccupa molto” dice la Arbogast. “E’ molto complicato curare un cervello in fase di sviluppo e difficile valutare se si è creata nel bambino un deficit permanente”.


Secondo gli studiosi, incidenti minori, con pochi danni alle autovetture, possono avere grosse ripercussioni sul bambino. “Un danno esterno contenuto non impedisce agli occupanti di subire un grosso trauma”, spiega la Arbogast.

La dottoressa si augura che, a fronte dei risultati dello studio, i fabbricanti di automobili disegneranno vetture “più a portata di bambino”. “Uno degli obiettivi di questo studio era di dimostrare che il bambino ha un’interazione diversa con l’automobile rispetto agli adulti e di questo occorre tenerne conto”.

Mancando studi sulla reale efficacia degli airbags laterali posteriori nei bambini, la Dott.ssa Arbogast avverte i genitori di evitarne l’uso dove siedono i bambini e di rispettare le norme del codice stradale per quanto riguarda i sistemi di ritenuta e le cinture.

“La cosa più importante è di rimanere al passo con le misure di sicurezza più appropriate per l’età e le dimensioni dei propri figli”, ha aggiunto, “ed essere sicuri che vengano utilizzate in ogni spostamento”.

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