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Registro ADHD, 6 mesi dopo: cosa è cambiato?

Sanihelp.it – A sei mesi dall’approvazione del Registro nazionale ADHD, e in occasione della giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, l’Associazione Italiana Famiglie ADHD onlus ha riportato l’attenzione sul programma che, dallo scorso giugno, ha reso disponibili anche in Italia i due farmaci più utilizzati a livello internazionale nella terapia dell’ADHD, uno psicostimolante derivato dell’anfetamina (metilfenidato) e uno non psicostimolante (atomoxetina). 


«Il Registro nazionale ADHD, nato per garantire correttezza diagnostica e appropriatezza terapeutica, disegna per i bimbi e gli adolescenti ADHD un percorso assistenziale adeguato che, garantendo il diritto alla cura, prevenga nel contempo l’uso improprio o eccessivo dei farmaci che sono stati resi disponibili per questo disturbo – afferma Antonio Addis dell’Agenzia del Farmaco – è uno strumento di tutela unico in Europa e nel mondo che creerà una vera e propria rete di protezione, affinché l’uso dei farmaci sia costantemente controllato e appropriato e perché venga impedito ogni possibile abuso».

Attualmente sono stati accreditati 112 centri su tutto il territorio italiano, di cui 40 effettivamente attivi, ovvero che hanno registrato i piccoli pazienti. Ad oggi i bambini registrati e in trattamento farmacologico sono complessivamente 204. Basandosi sugli studi più recenti condotti in Italia e secondo i dati riportati dall’Istituto Superiore di Sanità, l’ADHD incide sulla popolazione pediatrica italiana nella fascia d’età 6-18 anni con una prevalenza intorno all’1%.

«Il Registro – spiega Pietro Panei dell’Istituto Superiore di Sanità – vincola la prescrizione del metilfenidato e dell’atomoxetina alla predisposizione di un piano terapeutico semestrale da parte del Centro clinico regionale accreditato, dove il paziente viene preso in carico e accompagnato per il ciclo di trattamento. Ritengo che lo stato di implementazione del Registro sia soddisfacente, ma ci aspettiamo un incremento di attività nei prossimi mesi. Il nostro sforzo principale sarà indirizzato all’attivazione dei centri accreditati ancora non operativi, al miglioramento della comunicazione tra Istituto Superiore di Sanità e la rete territoriale, alla diffusione degli strumenti diagnostici e l’ottimizzazione del loro uso».

La sfida, come ha precisato l’onorevole Tiziana Biolghini, consigliere delegato alle politiche dell’handicap della Provincia di Roma, è quella di ridisegnare il nostro welfare partendo dalle esigenze dei più indifesi, in questo caso dei bambini.

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