Sanihelp.it – Qualche anno fa sembrava più che ovvio vedere le «regine della moda» come le principali cause dell’aumento dei casi di anoressia e bulimia tra le adolescenti, ma l’abitudine a ricorrere a prodotti dimagranti non è mutata nonostante la notorietà delle modelle non sia più quella di un tempo. Forse i nodi delle questione sembrano essere più complessi.
Si pensa che il problema risiede nel sempre più diffuso malcostume culturale di considerare il dimagrimento un problema solo ed esclusivamente estetico e non di salute. Sotto accusa sono ora i messaggi nella maggior parte dei casi ingannevoli, che accompagnano la pubblicità dei prodotti dimagranti. Messaggi che non fanno altro che aumentare il convincimento che basti ingoiare una «pilloletta» o un preparato di erbe per perdere velocemente peso.
Le fasce più a rischio non sono quelle delle persone obese perché in questi casi è prassi comune rivolgersi a dietologi. Le promesse di una facile perdita di peso hanno un grande appeal su molte donne anche adolescenti che, soprattutto in questo periodo, farebbero di tutto per far diminuire il proprio girovita in vista delle vacanze estive.
Si è deciso quindi di combattere il fenomeno agendo sulla cattiva comunicazione che spinge all’acquisto di questi prodotti. Il ministero della Salute ha avviato un’indagine di censimento e verifica per questi prodotti in libera vendita nelle farmacie ed è pronto sulla scrivania del ministro Girolamo Sirchia un provvedimento che potrebbe mettere fine alle pubblicità che promettono miracoli utilizzando prodotti dimagranti. Negli spot sarà necessario spiegare a chiare lettere che senza una alimentazione corretta e senza un poco di moto non è possibile raggiungere i risultati sperati. L'indicazione è stata elaborata dalla commissione alimentazione e stili di vita del ministero della Salute.
Lo sviluppo di anoressia e bulimia richiama insieme problemi psicologici, sociali e di salute. Le azioni del ministero sono dirette ad educare attraverso campagne di comunicazione mirate.
Magari come testimonial potrebbero essere chiamate proprio le top model tanto ammirate per la loro bellezza quanto accusate di fare cattiva educazione.