Sanihelp.it – Un vero e proprio appello ai medici perché facciano sentire la propria voce sulle implicazioni della Finanziaria 2007: è il contenuto di una lettera aperta indirizzata agli esperti riuniti nei giorni scorsi a Bologna in occasione del congresso regionale del GISE, la Società Italiana di Cardiologia Invasiva.
Spiega il professor Alessandro Capucci, firmatario dell’appello e primario della Divisione di Cardiologia, Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza: «Alcune norme della nuova Finanziaria avranno un disastroso impatto sulla professione medica e sulla salute dei pazienti. La logica del prezzo più basso per l’acquisto di dispositivi e strumentazioni mediche non tiene conto delle reali necessità dei pazienti e delle indicazioni dello specialista: per esempio solo alcuni pacemaker e defibrillatori per scompenso cardiaco sono in grado di avvertire per tempo il paziente e il medico in caso di complicanze, in modo da modificare la terapia ed evitare l’ospedalizzazione.
Le nuove norme mettono in discussione il diritto del paziente all’appropriatezza delle cure e, imponendo l’acquisto standardizzato, negano la possibilità di una personalizzazione della terapia.
E si prospetta uno svilimento della figura professionale: se il medico non ha la possibilità di individuare di volta in volta quale terapia e quali dispositivi salvavita utilizzare, spiega Capucci, diventa un mero esecutore di decisioni di tipo amministrativo.
Questa manovra rende sistematico il risparmio a tutti i costi a scapito della salute dei pazienti. Sappiamo infatti che la quota di spesa relativa a questi dispositivi e strumenti è pari al 5% della spesa complessiva del SSN. Il risparmio calcolato con questa manovra è pari allo 0,05% della spesa totale. Questi numeri indicano che lo spazio di manovra è veramente ridotto e non giustifica un tale danno alla salute dei pazienti.