Sanihelp.it – Il suo nome curioso richiama alla mente una cantilena da bambini, e racchiude tutta la magia della vita domestica nei casolari di campagna. Quanto alla sua origine, il biricoccolo è un albero derivato da un incrocio naturale tra l’albicocco e il susino, ed è una pianta caratteristica delle campagne parmigiane ed emiliane, che veniva messa a dimora fino a qualche decennio fa: piccolo e delicato, veniva posto talvolta all’inizio dei filari o in mezzo alle viti in alternativa all’olmo, al pesco o al ciliegio.
Il biriccoccolo produce frutti pelosi, di colore rosso nella parte esposta ai raggi del sole e giallo nella parte in ombra, con la buccia lievemente vellutata al tatto. La polpa rossa-arancione è succosa, ha il sapore della susina, ma l’aroma dell’albicocca: dolce all’esterno, leggermente acidulo attorno al seme. Le biricoccole erano utilizzate dalle nostre nonne per preparare una marmellata lievemente asprigna, considerata tuttavia tra le migliori per confetture, tortelli dolci di pasta frolla e ottime crostate.
La ricetta? Dopo avere tolto i semi, si pesava la polpa con la pelle. Quindi si aggiungeva una quantità di zucchero quasi uguale al peso della polpa. Il tutto veniva fatto macerare per una notte intera in una “caldera”, ovvero un paiolo. L’indomani, si faceva cuocere a fuoco moderato finchè la marmellata aveva raggiunto la densità desiderata.