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Prematuri in Italia: il primo identikit realizzato dall’ISS

Sanihelp.it – Una fotografia delle nascite premature in Italia: è questo l’obiettivo dell’incontro tenutosi all’Istituto Superiore di Sanità, in cui è stata monitorata l’attività dei centri di Terapia Intensiva Neonatale in Italia con lo scopo di promuovere la sorveglianza degli esiti delle nascite che si verificano prima della 32esima settimana di gestazione.


Il 5% dei nati presenta difetti congeniti maggiori e circa il 10% è piccolo per l’età gestazionale in linea con il valore atteso. La percentuale di gravidanze gemellari è pari al 30.5%.
Il 94% delle madri dei neonati ricoverati nelle TIN ha ricevuto assistenza prenatale e l’82% ha assunto steroidi prenatali tra 24 e 33 settimane epoca in cui la profilassi steroidea è raccomandata.
Le diagnosi più frequenti sono la malattia delle membrane ialine (72%), la pervietà del dotto arterioso (36%), la bronco displasia (26%) e le infezioni dopo i 3 giorni dalla nascita (14%).

Il punteggio di Apgar a 1 minuto e 5 minuti dalla nascita migliora all’aumentare dell’epoca gestazionale. I principali fattori di rischio di morte neonatale sono l’immaturità, i difetti congeniti maggiori, il sesso maschile rispetto al femminile, la residenza al Centro-Sud rispetto al Nord. Alla dimissione, il latte materno quale unico alimento è più frequente al Nord (28%) rispetto al Centro (16%) e al Sud (14%).

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