Sanihelp.it – Lo sostengono gli esperti: che si tratti di un compagno fedele, della donna della vita o dell'avventura di una notte, l'amore è tutta una questione di chimica.
Si inizia dai colpi di fulmine associati sempre ad alte quantità di ormoni in circolo. I ferormoni sono responsabili dell'attrazione e la produzione di testosterone nell'uomo è legata alla passione erotica. L'innamoramento è correlato alla produzione elevata di dopamina e norepinefrina (e a una bassa attività di serotonina nel cervello).
In questa fase iniziale si va dal forte attaccamento che si prova per l'altra persona alla necessità di sentirla e vederla spesso: tutto questo dipenderebbe dalla feniletilamina, una molecola in grado di dare effetti simili a quelli delle anfetamenine e che rilascia la dopamina.
Questa fase, però, secondo gli esperti non dura per sempre e dopo qualche tempo gli effetti si attenuano.
Nel rapporto affettivo a lungo termine, nelle donne è l'ossitocina a favorire l'attaccamento al proprio partner, o se si vuole, la fedeltà, mentre nell'uomo è la vasopressina a svolgere un ruolo di sereno appagamento. Possiamo quindi dire che gli uomini con livelli bassi di vasopressina sono più predisposti al tradimento. Se invece si ha accanto un uomo con livelli alti di vasopressina allora si sta vivendo la fase dell'amore romantico.
Allora se, come è noto, le coccole e le carezze possono indurre nelle donne un aumento del livello di ossitocina, forse gli uomini farebbero bene a ricordarsene. Le donne dovrebbero invece imparare a tenere sotto controllo il livello di vasopressina, che sembra inibisca il tradimento.