Sanihelp.it – La toxoplasmosi, rappresenta una delle malattie più ricorrenti nei discorsi sulla salute delle future mamme che sono informatissime sulle attenzioni da prestare per evitare di subire il contagio e mettere così il proprio bambino in condizioni di subirne le conseguenze.
Ma siamo così sicuri di conoscerla davvero bene?
Tutto trae inizio dalle uova del microbo della toxoplasmosi potenzialmente presenti nelle feci del gatto, che rappresenta la principale fonte di questi parassiti. Fosse solo il gatto la possibile fonte della trasmissione di tali uova il problema non avrebbe sicuramente questa risonanza. Il problema, infatti, risiede nel fatto che le uova contenute nelle feci del gatto, se diffuse da vento e polvere, possono giungere nella verdura dei nostri orti e, se ingerite, nelle carni dei nostri animali da allevamento.
Per evitarla sono sufficienti poche e semplici misure, quali:
evitare di toccare gli animali domestici che vivono tra la casa e l'esterno;
evitare tutti gli insaccati, compresi quelli stagionati, perché la stagionatura non mette al riparo da eventuali infezioni. Uniche eccezioni: prosciutto cotto, mortadella, prosciutto di pollo o di tacchino e wurstel che prevedendo la cottura in corso di lavorazione possono essere assunti con tranquillità.
lavare non bene, ma benissimo frutta e verdura (magari lasciandola in immersione nell'amuchina per una notte intera, sciacquandola poi con cura).
Per il latte il problema è dovuto ad un altro microbo, la listeria, per la quale occorre evitare il latte fresco, consumandolo solo pastorizzato oppure sotto forme alternative, per esempio sotto forma di yogurt.
Toxo
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