Sanihelp.it – Le persone che possiedono una variante specifica del gene noto come PHACTR1, hanno una probabilità minore di subire una rottura dell’arteria cervicale, ovvero una delle più comuni cause di ictus nei soggetti di età inferiore ai cinquant’anni.
Il gruppo di scienziati, che riunisce ricercatori inglesi (della Royal Holloway, University of London) e italiani (provenienti dall'Istituto Neurologico Carlo Besta, dall'Ospedale Gerardo e dalle Università di Perugia e di Brescia), è giunto ad individuare ed isolare il gene a seguito dell’analisi del DNA di circa 16.000 pazienti.
La variante del PHACTR1 è quindi risultato essere un gene dall’azione protettiva nei confronti della dissecazione dell’arteria cervicale (una lesione delle pareti arteriose che portano il sangue alla testa), la causa principale di ictus nei giovani.
La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Genetics, potrebbe non solo portare a nuovi trattamenti per questa patologia, ma anche permettere di individuare i fattori di rischio per l’emicrania e gli attacchi di cuore.
«Questo è un importante passo avanti – commenta il dottor Sharma, professore di Neurologia clinica presso il Royal Holloway – I nostri risultati ci forniscono una maggiore comprensione delle modalità con cui questa regione del genoma influenza le funzioni vascolari, una scoperta che potrebbe avere implicazioni importanti per il trattamento di eventi vascolari gravi e invalidanti».
Bisogna infatti ricordare che ogni anno, l’ictus colpisce 15 milioni di persone nel mondo, di cui 200.000 solo in Italia: nel nostro Paese infatti, questo evento patologico costituisce non solo la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari ed i tumori, ma anche la principale causa d’invalidità permanente.
Diverse le organizzazione sanitarie internazionali che prevedono come il numero di decessi a causa di ictus sia destinato a raddoppiare entro il 2020, un motivo in più per comprendere a fondo i meccanismi nascosti dietro questa grave condizione patologica.