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Fumo: cinema e tv danno il cattivo esempio

Sanihelp.it – Il cinema e la televisione danno il cattivo esempio per quanto riguarda il fumo. Un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, condotta monitorando cinque televisioni nazionali (tre Rai e due Mediaset), ha rilevato che ogni 26 minuti vengono trasmesse immagini che ritraggono persone intente a fumare.
Nei programmi dedicati ai giovani la frequenza aumenta moltissimo: questo tipo di immagini appare addirittura ogni 7 minuti.


Chi tra i non giovanissimi non ricorda Humphrey Bogart, uomo duro dal cuore tenero, con la sigaretta sempre accesa in bocca?
Lo stesso ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha ammesso di essere stato vittima del fumo per quindici anni proprio perché era affascinato, come tanti giovani di allora, dal modello proposto dal famoso attore.
«Le cose stanno cambiando» sostiene il ministro Sirchia, «a fumare oggi non è più il superuomo o la superdonna, ma un «povero diavolo» che ricorre alle sigarette magari contro lo stress e l’ansia». E in effetti i fumatori vengono visti sempre più come vittime del proprio vizio piuttosto che come simboli di forza ed emancipazione.

Quindi, nonostante i cattivi esempi, sembra che gli italiani non si facciano influenzare più di tanto dai comportamenti che osservano sui mezzi di comunicazione. Come tiene a sottolineare il ministro, gli italiani considerano il vizio del fumo «indice di debolezza come la droga o il doping nello sport».

Fonte: Ministero della Salute

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