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Italia, contraccezione e fertilità migliorano ma non troppo

Sanihelp.it – In termini di contraccezione e di numero di nascite l’Italia sta cambiando in meglio, anche se di poco.


Il ricorso al profilattico è in aumento, specie grazie alla consapevolezza della necessità di proteggersi dalle malattie sessualmente trasmesse, anche se paradossalmente le ragazzine che non hanno un partner fisso, e i giovanissimi in generale, sono quelli che si proteggono meno.

La contraccezione ormonale, invece, è ancora usata molto poco dalle italiane: solo una donna su cinque in età fertile fa ricorso a pillola, cerotto o anello vaginale, contro una inglese su quattro, una tedesca su tre e quasi la metà delle francesi.

Il miglioramento registrato in termini di contraccezione si rispecchia nella diminuzione degli aborti volontari, passati dai 234.801 del 1982 ai 132.795 del 2003, con una riduzione del 43,4%.

Cresce invece il numero degli aborti spontanei, a causa dello spostamento in avanti dell’età del primo parto: oggi è intorno ai 28 anni, ma nel 2010 arriverà probabilmente a oltre 30 anni.

Anche il tasso di fertilità è in lieve aumento, ma questo si deve soprattutto all’apporto delle popolazioni immigrate. Il saldo demografico naturale, positivo solo al Mezzogiorno, non basta però a garantire una crescita demografica: si stima che nel 2050 la popolazione italiana conterà 7 milioni in meno di abitanti rispetto a oggi.

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