Sanihelp.it – Altro che full immersion dell’ultima ora: per favorire l’apprendimento la cosa migliore è staccare la spina con una pausa e uno snack.
A rivelarlo è un gruppo di ricercatori del Massachussets Institute of Technology (Mit) di Boston.
Secondo gli studiosi, è proprio nel momento dell’ozio che il cervello ripercorre le informazioni acquisite, ricapitolando quanto appreso e fissandolo meglio e più a lungo nella memoria.
Mentre noi oziamo, insomma, i neuroni dell’ippocampo sede della memoria non smettono di agire, anzi: passano in rassegna le informazioni immagazzinate, già diventate ricordi, riproducendo la stessa attività elettrica innescata durante la fase di apprendimento ma esattamente nel senso inverso, come un rewind.
Finora era nota l’attività del cervello durante il sonno, quando avvengono i riposizionamenti delle sinapsi, ma il nuovo studio è andato oltre dimostrando la capacità dei neuroni di accendersi in una fase post-apprendimento, riproducendo il pattern esatto di impulsi nervosi prodotto al momento della formazione dei ricordi, anche se in senso opposto.