Sanihelp.it – Trentanove milioni e mezzo di persone. Tante sono, secondo i dati UNAIDS/OMS del 2006, quelle che vivono oggi con l’Hiv/AIDS, e la pandemia continua ad aumentare. Nell’ultimo anno ci sono state 4,3 milioni di nuove infezioni, di cui 2,8 milioni nell’Africa subsahariana, con un importante incremento anche nell’Europa orientale e in Asia centrale.
Oggi, come ogni anno, l’attenzione al problema si rinnova su scala mondiale grazie alla giornata mondiale contro l’Aids organizzata dall’UNAIDS (Joint United Nations Programme on Hiv/Aids), l’istituzione più importante a livello internazionale nella lotta all’Aids.
Dal 2004, lo slogan adottato per celebrare questa data è «Stop Aids. Keep the promise», a indicare il progetto che durerà fino alla fine del 2010, anno in cui si dovrebbe misurare quanto è stato raggiunto in riferimento alla Dichiarazione per l’Accesso Universale ai trattamenti nella risposta mondiale per la lotta contro l’Hiv/AIDS.
Il messaggio di quest’anno, sintetizzato nella parola responsabilità, è indirizzato a quei governi che non applicano strategie efficaci contro la diffusione del virus per la tutela della cittadinanza, alle multinazionali farmaceutiche che non rendono accessibili i trattamenti e che stanno conducendo una vera e propria guerra contro chi produce farmaci generici, ai leader religiosi che a fronte di una pandemia e di milioni di morti consigliano astinenza e fedeltà come unico strumento di prevenzione.
In una parola, a tutti coloro che ancora non si stanno prendendo le proprie responsabilità, ma che potrebbero fare la differenza.
Molto più del singolo individuo.