Sanihelp.it – Si chiama Cross-linking, viene dalla Germania ed è l’ultima frontiera per salvare gli occhi dal cheratocono, una malattia sempre più frequente e invasiva che può colpire indistintamente bambini e adulti e portare alla cecità.
«L’intervento è abbastanza semplice», spiega il professor Jean Marc Vergati, specializzato in chirurgia rifrattiva. «Si esegue in anestesia locale e consiste nell’applicazione sulla cornea di un collirio a base di vitamina b2 (riboflavina). Questo farmaco viene poi attivato, a intervalli, per circa 30 minuti, mediante una sorgente di luce a ultravioletti.
Lo scopo del trattamento è quello di uccidere le cellule malate della cornea e di stimolare l’arrivo di quelle sane capaci di bloccare lo sfiancamento del collagene corneale».
La causa del cheratocono è sconosciuta anche se sembra che la sua comparsa possa essere legata a fattori ereditari, a sfregamenti continui dell’occhio, come nelle congiuntiviti allergiche, o all’utilizzo di lenti a contatto. Questa patologia ha una alta incidenza: ne è interessato 1 italiano su 500.
Ma se fino ad ieri la diagnosi non si poteva accompagnare ad alcuna terapia, e rappresentava la semplice osservazione di un decorso spesso inarrestabile che si concludeva frequentemente con il trapianto della cornea, oggi la precocità della diagnosi diventa fondamentale per dare un diverso indirizzo al futuro visivo del paziente.