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Travaglio: impara a riconoscere il momento giusto

Speciale Parto

Sanihelp.it – A giorni stringerai tra le mani il tuo bambino. La scadenza infatti è vicina (oppure è già passata?). Naturale che tu voglia essere pronta psicologicamente a quello che dovrai affrontare quando il momento del parto sarà arrivato. Abbiamo girato i dubbi più frequenti su travaglio e parto a Paola Bombardieri, Capo Ostetrica dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.


Come si distinguono le contrazioni vere da quelle preparatorie? Possiamo distinguere tre tipi di contrazioni. Il primo tipo, quelle note con il nome di Braxton-Hicks, consistono in irrigidimenti della pancia spesso non dolorosi o leggermente dolorosi, si verificano nel terzo trimestre della gravidanza e aumentano avvicinandosi al termine, ma non indicano l’imminenza del parto. 

Poi ci sono le contrazioni vere e proprie, di due tipi. La distinzione avviene in base alla regolarità. Quelle preparatorie (prodromiche) sono variabili: l’irregolarità non si misura tanto sull’intensità del dolore, che è assolutamente soggettivo e non quantificabile, quanto sulla durata e sul ritmo. 

Quelle caratteristiche del travaglio, invece, si presentano a intervalli regolari: durano almeno 50-60 secondi e si verificano almeno ogni 5 minuti. Con il proseguire del travaglio l’intervallo tra una e l’altra si accorcia. Per quanto riguarda l’intensità del dolore, non tutte le donne avvertono un crescendo, a volte le prime contrazioni possono essere avvertite come più dolorose delle successive, perché il corpo passa bruscamente da una condizione di benessere e quiete a quella di dolore acuto. Poi, per un meccanismo di compensazione ormonale, il corpo si adatta alla nuova condizione di sofferenza e sviluppa spontaneamente una maggiore tollerabilità. Si tratta però, sempre, di condizioni soggettive.

Come mi devo comportare se si rompono le acque?
Quando le membrane che circondano il bambino non sono più in grado di sostenere l’aumento della pressione si rompono. La rottura può essere improvvisa, con fuoriuscita di acqua a getto, o avvenire più delicatamente, con sensazione di umidità improvvisa. Molte donne infatti scambiano la rottura delle membrane per perdita di urina. 

A questo punto bisogna osservare il colore del liquido: se è limpido o lievemente rosaceo, è tutto nella norma, quindi non è necessario precipitarsi all’ospedale, ma se si avvertono regolarmente i movimenti del feto, è possibile farsi una doccia, preparare l’occorrente e organizzarsi per il trasporto. Se invece il liquido vira dal giallino al verde, è fondamentale procedere subito al ricovero: si tratta infatti di meconio e indica una situazione di allerta. Stesso discorso se la perdita è di sangue. 

Altra situazione in cui è importante il ricovero sollecito è in caso di tampone vaginorettale positivo per presenza di Streptococco di gruppo B, che presuppone un rischio di infezione fetale.


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