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Otto falsi miti sull’erezione

Campagna per la prevenzione e la cura del deficit erettile

Sanihelp.itL’erezione deve verificarsi ogni volta che è possibile un rapporto.
Il ciclo di risposta sessuale maschile comprende diverse fasi: l’eccitazione, ovvero il momento in cui, a seguito di una stimolazione fisica o mentale, il pene inizia ad aumentare il suo volume; l’erezione, cioè il raggiungimento della rigidità necessaria per portare a termine la penetrazione; il plateau, lo stadio di tensione sessuale massima che precede l’orgasmo; l’orgasmo, che nell’uomo precede il momento dell’eiaculazione. Pertanto, nel caso in cui sia assente l’eccitazione, per condizioni soggettive (stato di stress o di umore negativo), legate al partner (stato di conflitto, scarsa attrazione fisica) o situazionali (i suoceri in visita dormono in salotto!) l’erezione avrà difficoltà a manifestarsi.


Il tempo che intercorre fra un’erezione e l’altra, nel corso di uno stesso rapporto, deve essere sempre lo stesso.
Con il trascorrere degli anni il tempo necessario perché il sistema erettivo sia pronto a una successiva erezione dopo un primo rapporto aumenta progressivamente.

Le erezioni del mattino al risveglio devono essere sempre presenti.
Se è vero che la presenza di erezioni di buona qualità al risveglio dà un segnale di buon funzionamento del sistema erettile, è falso che esse debbano essere presenti a ogni risveglio. Infatti, il fenomeno delle erezioni notturne è collegato a una fase ben specifica del sonno (sonno REM). Tale fase non è costantemente presente in tutto il periodo di sonno, ma si attiva a cicli. Pertanto se il risveglio capita nel corso di una fase REM potremo vedere l’erezione, ma se il risveglio accade in un’altra fase del sonno non ci sarà erezione visibile.

L’erezione deve avere le stesse caratteristiche di rigidità dall’inizio alla fine del rapporto sessuale.
La rigidità che consente la penetrazione è quella pari almeno all’80% o della rigidità massima. Sovente la rigidità massimale, del 100%, non è costante per tutta la durata di un rapporto, in particolare se questo è prolungato e vario, ma oscilla senza però scendere mai al di sotto della soglia dell’80%. Nella gran parte dei soggetti la rigidità massima è presente nelle fasi iniziali e in quelle che precedono la fase di orgasmo.

Le dimensioni del pene determinano il grado di piacere femminile.
Non vi è correlazione scientifica fra le dimensione del pene e il grado di soddisfazione sessuale femminile.

Alcuni farmaci, i cosiddetti inibitori della PDE 5 (Sildenafil, Vardenafil, Tadalafil) promettono una durata di 4 ore o più e un’erezione di pari durata.
In questi casi per durata si intende la finestra di efficacia del farmaco stesso, ovvero quel periodo di tempo durante il quale, se lo si desidera, si può intraprendere e portare a termine un rapporto sessuale. Non bisogna quindi confonderla con la durata dell’erezione stessa. Alcuni farmaci inibitori della fosfodiesterasi 5, quale il Tadalafil, permettono una durata di azione di 24 ore o più.

La masturbazione causa problemi di disfunzione erettile.
La masturbazione è una attività normale a tutte le età. Può invece rappresentare un problema quando, nell’ambito di una relazione di coppia, diviene un’alternativa abituale al rapporto sessuale. In questo caso è indice di problemi individuali e relazionali e andrebbe affrontata con il medico.


L’eiaculazione precoce è un sintomo di disfunzione erettile.
Nella maggior parte dei casi l’eiaculazione precoce è una disfunzione che non si associa a deficit di erezione. Tuttavia, in una minoranza di casi in cui l’eiaculazione precoce insorge con il passare degli anni, essa può rappresentare il sintomo di una difficoltà a mantenere l’erezione.

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