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Coliche: consigli anti-panico per i genitori

Speciale Coliche del lattante

Sanihelp.it – Le coliche, per quanto passeggere e innocue per la salute e lo sviluppo del neonato, non vanno sottovalutate per le ripercussioni che possono avere sulle condizioni psico-fisiche dei genitori, sull’armonia di coppia e sull’equilibrio familiare. A lungo andare, infatti, possono causare in mamma e papà insonnia, tensioni interne, agitazione e disequilibrio relazionale.


Inoltre il ripetersi quotidiano della situazione, anche se solo per pochi mesi, può condurre la madre e le altre figure di accudimento a tentare di risolvere il problema con mezzi sbagliati, che magari alleviano momentaneamente il pianto ma causano anche effetti collaterali che, al contrario delle coliche, possono protrarsi per diverso tempo.

Ecco i consigli della dottoressa Paola Romitelli, psicologa consulente per il sostegno alla genitorialità:

1. La prima cosa da fare in caso di sospetto di colica è portare il bambino dal pediatra, che provvederà a escludere altre problematiche più importanti quale l’occlusione intensionale, il reflusso gastro-esofageo o altro.

2. Appurato che si tratti di coliche gassose, bisogna restare tranquilli e rendersi conto che si tratta di una condizione fisiologica, non provocata da una malattia. Non bisogna pensare neppure che le coliche dipendano da qualcosa che si ha o non ha fatto, per cui i sensi di colpa sono ingiustificati.

3. È importante crearsi uno spazio per riflettere con calma: ciò aiuta a non lasciarsi andare alle emozioni negative, che non fanno altro che alimentare il malessere del bambino.

4. A questo punto si deve cercare di calmare il bambino, portandolo in un ambiente buio e silenzioso ed evitando di agitarlo ulteriormente con troppi stimoli.


5. Se ci si sente troppo coinvolti, si può momentaneamente affidare il piccolo a terze persone (zia, nonna, baby sitter) finché non ci si è calmati.

6. È fondamentale imparare a gestire le proprie reazioni emotive. Le mamme dovrebbero cercare di non farsi prendere dall’ansia e dai sensi di colpa e di non arrabbiarsi; i papà dovrebbero cercare di non giudicare, ma dare concretamente una mano.

7. Non bisogna sforzarsi di essere una supermamma o un superpapà, obiettivo irraggiungibile per chiunque, ma basta accontentarsi di essere un genitore sufficientemente buono, consapevoli che una sana ansia primaria genitoriale è positiva, ma che non bisogna mai lasciarsi prendere dal panico.

8. Compartecipazione, coeducazione, corresponsabilità sono le chiavi per una buona relazione fra i genitori, che devono sempre mantenere una comunicazione efficace e un ascolto attivo.

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