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Bimbi e disturbi urinari: la cura è questione di.. atmosfere

Sanihelp.it – Dura pochi minuti e può essere eseguita su bambini piccolissimi – al di sotto dell’anno di età – la tecnica mininvasiva per la cura risolutiva del megauretere messa a punto dagli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Endourology: si tratta del primo articolo tecnico sul tema nella letteratura internazionale.


Il megauretere – patologia che colpisce circa l’1,3% dei neonati – consiste nella dilatazione del condotto (uretere) che collega il rene con la vescica a causa del restringimento della giunzione vescico-ureterale, cioè del tratto dell’uretere che entra nella muscolatura della vescica. Nei casi più gravi l’urina non defluisce correttamente e l’uretere che la contiene si dilata a dismisura, mettendo così in pericolo la funzionalità del rene.

Per risolvere il problema sin dai primissimi mesi di vita con evidenti vantaggi per il piccolo paziente – assenza di incisioni chirurgiche, brevissima degenza ospedaliera e ripresa funzionale immediata – è stata sviluppata la tecnica che consiste nell’inserimento endoscopico di un piccolo catetere con l’estremità a palloncino nel tratto ristretto dell’uretere.
Il palloncino viene successivamente gonfiato con un mezzo di contrasto fino a raggiungere la pressione di 12-15 atmosfere per 5-10 minuti: il tempo necessario alla disostruzione definitiva.

La tecnica sostituisce efficacemente il trattamento tradizionale che consiste nell’eliminazione chirurgica (sconsigliata nel primo anno di vita per il rischio di compromettere il futuro buon funzionamento della vescica) del tratto ristretto e nel successivo reimpianto dell’uretere ridotto di calibro, anticipando significativamente l’età in cui è possibile intervenire per la soluzione definitiva e mininvasiva del problema.

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