Sanihelp.it – I disturbi articolari agli arti superiori sono comuni nelle neomamme, abituate a fare tutto con una mano sola, mentre l’altra regge il bambino.
Ma i problemi cominciano già in gravidanza. «La ritenzione di liquidi e la maggior mobilità delle articolazioni possono favorire la sindrome del tunnel carpale, il canale presente nel polso attraverso il quale i tendini dei muscoli flessori e il nervo mediano passano dall’avambraccio alla mano. Il tunnel, non essendo elastico, subisce la pressione che si crea in occasione di tendiniti – spiega Ferdinando Da Rin, Istituti Codivilla–Putti, Cortina d’Ampezzo (Belluno) – creando come primo sintomo l’irritazione del nervo mediano. La futura mamma può sentire dolore alle prime 3 dita della mano, pollice, indice e anulare, più intenso la notte e accompagnato da insensibilità e perdita di forza».
Il disturbo in genere regredisce da solo dopo il parto, ma nelle prime settimane rappresenta un problema nella gestione del bambino perché limita l’uso dell’arto. «La neomamma – continua l’esperto – si deve svegliare per l’allattamento notturno; se aggiungiamo il disturbo alla mano che non la fa dormire, la condizione psicofisica diventa insostenibile. In questo caso si può prendere in considerazione un piccolo intervento eseguito in day surgery in anestesia locale».
Dopo il parto, le neomamme sottopongono l’arto più utilizzato a sovraccarichi eccessivi e microtraumi ripetuti. I tendini così sollecitati si infiammano e il dolore, dal gomito, si irradia fino al polso e alla mano finché compiere i gesti più banali diventa un problema. Si tratta di epicondiliti che nei casi più lievi regrediscono con il riposo, applicazioni di ghiaccio e uso del tutore. Nei casi più seri l’ortopedico valuterà invece il ricorso alla fisioterapia o l’intervento chirurgico.
Un tempo conosciuta come malattia delle balie e delle ricamatrici, la tenosinovite di De Quervain è oggi la sindrome delle mamme. Questa infiammazione della guaina dell’estensore breve del pollice e dell’abduttore lungo del pollice colpisce chi pratica attività ripetitive, come le neomamme. Lo squilibrio ormonale della gravidanza unito allo sforzo di sostenere il bambino può infiammare i tendini del pollice provocando tumefazione, edema e dolore.
Anche in questo caso le prime terapie sono conservative: antinfiammatori o cortisone, se non si allatta, tutore e fisioterapia. «Se poi queste misure risultano inefficaci, rivolgersi a un esperto è l’unico consiglio da seguire. Con l’ortopedico si valuterà l’eventuale intervento chirurgico: una seduta in day hospital con anestesia locale, allontanerà la mamma dal suo bimbo solo per 15 minuti. Poi di nuovo a casa», conclude l'esperto.